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NEWS   |   Recensioni concerti / 19/02/2019

Disco labirinto 2019: i Subsonica in concerto al Forum di Assago – RECENSIONE E SCALETTA

Disco labirinto 2019: i Subsonica in concerto al Forum di Assago – RECENSIONE E SCALETTA

“E adesso trasformiamo questo luogo in una discoteca labirinto”, dice Samuel. Il primo dei due concerti dei Subsonica al Forum di Assago è appena iniziato e già s’è capito che razza di spettacolo sarà: intenso, martellante, ballabile. Si chiama 8 Tour, è cominciato da una decina di giorni e mette in connessione l’ultimo lavoro “8” con “Microchip emozionale” del 1999. Vent’anni dopo il suo disco più celebrato, il quintetto torinese ha dimostrato al Forum d’essere in grado di mettere in piedi uno show che in quanto a impatto ed energia non ha nulla da invidiare ai concerti di musicisti più giovani. Come ha detto a un certo punto Samuel, “i Subsonica sono tornati e adesso sono cazzi vostri”.

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L’apparato scenico è semplice, ma decisamente efficace. I musicisti si muovono su cinque piattaforme sovrastate da altrettanti schemi led semoventi che fungono da sipario, tetto, postazioni, impianti luce, megaschermo. Le canzoni prevedono diverse combinazioni degli schermi motorizzati con quelli fissi che stanno alle spalle dei musicisti e su cui vengono trasmesse forme geometriche, qualche glitch perché questo è pur sempre un concerto che rimanda agli anni ’90, qualche raro video, per lo più le immagini in diretta del concerto virate rosso, arancione, verde, azzurro. L’impressione è che il palco sia in continua trasformazione. Sarà l'impianto scenico, saranno i testi, ma si ha la sensazione di assistere a un grande esorcismo tecnologico in cui si sconfiggono le paure ballandoci su.

Gli anni ’90 sono il tema implicito che attraversa il concerto. È anche la celebrazione di una generazione che non molla. “Vi vedo in forma… anche se in Italia non ci sono molti gruppi che vi fanno ballare come noi”, dice Samuel ed è vero. L’inizio è martellante e il pubblico accoglie vecchie e nuove canzoni ballando, saltando, urlando. È applaudita e cantata come se fosse stata scritta dal gruppo anche la cover di “Up patriots to arms” in versione grezza e terragna, niente a che vedere con l’originale di Franco Battiato. Vengono eseguiti quasi tutti i pezzi di “8” tra cui “Jolly Roger”, che “racconta dei nostri esordi, di quando ci siamo incontrati e abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo”. Il suono della batteria è possente, Boosta mette le mani su tastiere in posizioni impossibili, Max Casacci tira fuori dalla chitarra elettrica timbri bizzarri e quando la band non suona a tutto volume si sentono perfettamente le linee del bassista Vicio.

Il concerto è un po’ come il trittico “Liberi tutti”, “Diluvio”, “Perfezione”, che sono suonate una dietro all’altra, senza pause e con una lunga citazione di “Boys don’t cry” dei Cure. La prima parte si chiude con “L’incredibile performance di un uomo morto”. Intervallo e cambio d’abito. Quando i cinque tornano sul palco per “Respirare”, Samuel è in piedi su uno degli schermi motorizzati, a qualche metro d’altezza sopra il palco. Arriva poi Willie Peyote non solo per “L’incubo”, ma anche per la sua “I cani” e per “Radioestensioni”. “Mio padre me la faceva ascoltare per insegnarmi a suonare la batteria. Farmela rifare è come dare a Banksy la possibilità di ritoccare la Cappella Sistina”, dice il rapper.

L’unico momento in cui si rifiata è “Le onde”, dedicata a Carlo U. Rossi, in una bella esecuzione che cerca in modo contemporaneo e assieme poetico di raccontare “il luogo dove finiscono le persone che ci lasciano”. L’aldilà ha il suono gracchiante di interferenze audio. La parentesi poetica dura poco. Si finisce con il delirio di “Benzina ogoshi”, con Boosta che imbraccia la tastiera a tracolla e urla “Bastardi!” al pubblico entusiasta. “Il concerto è finito, tutti fuori dal cazzo”, intima scherzando Samuel. E invece arrivano “Tutti i miei sbagli”, introdotta come se fossimo all’Ariston di Sanremo, e “Strade”. Non si esce vivi dagli anni ’90 e certe sere va bene così.


SETLIST:

Bottiglie rotte
Discolabirinto
Up patriots to arms
Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Perfezione
L’incredibile performance di un uomo morto
Respirare
Cieli in fiamme
L’incubo (con Willie Peyote)
I cani (con Willie Peyote)
Radioestensioni (con Willie Peyote)
La glaciazione
Nuvole rapide
Veleno
Aurora sogna
Depre
Le onde
Il cielo su Torino
L’odore
Abitudine
Benzina ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

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