Sanremo 2019, la parola a Loredana Berté sul Festival: ‘Ne sono uscita con le ossa rotte. E con un innegabile senso d’ingiustizia’

Sanremo 2019, la parola a Loredana Berté sul Festival: ‘Ne sono uscita con le ossa rotte. E con un innegabile senso d’ingiustizia’

Dopo Ultimo e Simone Cristicchi, anche Loredana Berté, che ha partecipato a Sanremo 2019 con “Cosa ti aspetti da me” classificandosi quarta e aggiudicandosi il premio speciale del Pubblico del Teatro Ariston, ha espresso il suo disappunto a proposito di come sono andate le cose alla sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo, affidando al Corriere della sera, in un’intervista di Aldo Cazzullo, il suo punto di vista. Nonostante le numerose ovazioni ricevute dal pubblico nel corso delle cinque serate della rassegna, la voce di “E la luna bussò” è rimasta esclusa dal podio di Sanremo, piazzandosi quarta nella classifica finale precedente alla finalissima a tre che ha decretato la vittoria di Mahmood con “Soldi”. Alla domanda su come si sia trovata alla seconda edizione di Festival con la direzione artistica di Claudio Baglioni, la Berté, si legge sulle colonne del giornale di via Solferino, ha risposto: “Anche con lui ci conosciamo da quando eravamo davvero molto giovani. Nel suo Sanremo mi sono trovata bene. Però ne sono uscita con le ossa rotte. E con un innegabile senso d’ingiustizia”. Quando poi le viene chiesto se abbia intenzione di tornare all’Ariston, questa è la sua replica: “Come concorrente, no. Forse come super ospite, non so”.

A proposito della a lunga dibattuta questione sul peso del televoto e delle cosiddette giurie degli esperti – sala stampa e giuria d’onore – sul risultato finale del Festival, la cantante di Bagnara Calabra si è invece così espressa: “La questione del televoto e delle giurie è molto spigolosa. Credo che nel suo caso [in riferimento a Ultimo], come nel mio, la delusione arrivi dalla forte discrepanza fra il plauso del pubblico e il mancato risultato finale. A me però sul podio manco mi ci hanno fatto arrivare”. Aggiugendo: “Io credo che sarebbe fondamentale che la giuria d’onore fosse composta da addetti ai lavori: musicisti, manager, produttori, dj. E sarebbe bello che i voti fossero palesi”. Di arrivare tra i tre finalisti, insomma, la Berté ci sperava e per una ragione particolare: “Sinceramente non mi aspettavo che non mi facessero salire sul podio. E, sì, speravo di vincere anche per riscattare mia sorella Mimì”.

 

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