NEWS   |   Industria / 17/02/2019

Una proposta di legge rilancia il tema delle "quote tricolori" nella programmazione radiofonica. Il parere di Giordano Sangiorgi, il commento di Rockol

Una proposta di legge rilancia il tema delle "quote tricolori" nella programmazione radiofonica. Il parere di Giordano Sangiorgi, il commento di Rockol

ADN Kronos informa che Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, è il primo firmatario di una proposta di legge dal titolo "disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana". In esso si chiede "che le emittenti radiofoniche, nazionali e private debbano riservare almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione", e inoltre che una quota "pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia riservata alle produzioni degli artisti emergenti".
Sempre nel take dell'agenzia ADN Kronos si legge che "secondo gli ultimi dati, citati da Morelli, nelle dieci emittenti radiofoniche più ascoltate in Italia la quota media di repertorio italiano è inferiore al 23%, con alcuni casi limite di emittenti (specializzate e non) in cui tale quota è uguale o inferiore al 10%. La proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle 'quote', già impiegato da molto tempo in Francia, dove dal 1994, con l'approvazione della 'legge Toubon' sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti, le radio transalpine sono obbligate a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera".

Abbiamo chiesto un parere a Giordano Sangiorgi, Presidente del MEI, tra i proponenti cinque anni fa di una legge simile, attraverso una raccolta firme che raccolse l’adesione di circa mille artisti e tante sigle del settore.  


“Mi pare interessante ogni azione atta a tutelare e sviluppare il Made in Italy musicale, come da sempre fanno in Francia e in altri paesi. Credo che serva però un accorgimento, e cioè che, come in Francia, una percentuale almeno del 20% di tale quota - che a mio avviso dovrebbe arrivare al 40% per essere più vicina al mercato, nelle Top Ten almeno 7/8 artisti sono italiani - vada a tutti i giovani esordienti provenienti dal mondo delle etichette indipendenti e dalle autoproduzioni che sono quelli che faticano di più ad entrare nelle playlist delle grandi radio e tv musicali”.


L'argomento è ampio e complesso, e non mancano gli elementi che fanno pensare che la programmazione radiofonica abbia un'influenza relativamente scarsa sulle vendite o sugli streaming delle canzoni. Basta confrontare la classifica dei dischi più venduti con quella dei dischi più trasmessi dalle radio: tra le prime dieci posizioni della classifica FIMI dei singoli più venduti nel 2018 ci sono solo 3 brani internazionali,

1) Amore e Capoeira – Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri & Sean Kingston
2) Perfect – Ed Sheeran
3) Cupido – Sfera Ebbasta feat. Quavo
4) Tesla – Capo Plaza feat. Sfera Ebbasta & Drefgold
5) Italiana – J-Ax & Fedez
6) Nera – Irama
7) La cintura – Alvaro Soler
8) X – Nicky Jam & J Balvin
9) Cara Italia – Ghali
10) Da zero a cento – Baby K

mentre fra le prime dieci posizioni della classifica RadioMonitor del brani più trasmessi dalle radio nel 2018 di brani internazionali ce ne sono cinque,

1) Non ti dico no - Boomdabash & Loredana Bertè
2) Who You Are - Mihail
3) Una grande festa - Luca Carboni
4) Flames - David Guetta & Sia
5) No Roots - Alice Merton
6) Amore e Capoeira - Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri e Sean Kingston
7) La cintura - Alvaro Soler
8) La prima volta - Negramaro
9) Le canzoni - Jovanotti
10) Girls like you - Maroon 5 feat. Cardi B

ma in comune le due classifiche hanno solo due canzoni ("Amore e capoeira" e "La cintura"), il che fa pensare che, appunto, la programmazione radiofonica influenzi solo marginalmente i risultati di vendita/streaming - se non, addirittura, che l'eccessiva presenza di una canzone nelle radio vada a nocumento delle sue vendite (da notare che dei dieci album più venduti in Italia nel 2018 c'è solo un disco internazionale, "Divide" di Ed Sheeran, al decimo posto).
Naturalmente non è calcolabile con precisione l'impatto della programmazione radiofonica sulla popolarità di una canzone o di un interprete, che è sicuramente un vantaggio significativo, dal punto di vista degli interpreti medesimi (e della loro notorietà, che poi si traduce in presenze paganti ai concerti).

(fz)