Una proposta di legge rilancia il tema delle "quote tricolori" nella programmazione radiofonica. Il parere di Giordano Sangiorgi, il commento di Rockol

Una proposta di legge rilancia il tema delle "quote tricolori" nella programmazione radiofonica. Il parere di Giordano Sangiorgi, il commento di Rockol

ADN Kronos informa che Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, è il primo firmatario di una proposta di legge dal titolo "disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana". In esso si chiede "che le emittenti radiofoniche, nazionali e private debbano riservare almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione", e inoltre che una quota "pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia riservata alle produzioni degli artisti emergenti".
Sempre nel take dell'agenzia ADN Kronos si legge che "secondo gli ultimi dati, citati da Morelli, nelle dieci emittenti radiofoniche più ascoltate in Italia la quota media di repertorio italiano è inferiore al 23%, con alcuni casi limite di emittenti (specializzate e non) in cui tale quota è uguale o inferiore al 10%. La proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle 'quote', già impiegato da molto tempo in Francia, dove dal 1994, con l'approvazione della 'legge Toubon' sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti, le radio transalpine sono obbligate a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera".

    ADN Kronos informa che Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, è il primo firmatario di una proposta di legge dal titolo "disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana". In esso si chiede "che le emittenti radiofoniche, nazionali e private debbano riservare almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione", e inoltre che una quota "pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia riservata alle produzioni degli artisti emergenti".
    Sempre nel take dell'agenzia ADN Kronos si legge che "secondo gli ultimi dati, citati da Morelli, nelle dieci emittenti radiofoniche più ascoltate in Italia la quota media di repertorio italiano è inferiore al 23%, con alcuni casi limite di emittenti (specializzate e non) in cui tale quota è uguale o inferiore al 10%. La proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle 'quote', già impiegato da molto tempo in Francia, dove dal 1994, con l'approvazione della 'legge Toubon' sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti, le radio transalpine sono obbligate a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera".

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