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NEWS   |   Recensioni concerti / 17/02/2019

La festa che davate per finita è appena cominciata: Riccardo Sinigallia chiude il tour a Roma, il racconto del concerto

La festa che davate per finita è appena cominciata: Riccardo Sinigallia chiude il tour a Roma, il racconto del concerto

L'atmosfera è quella delle grandi occasioni. Insomma, non succede spesso di assistere ad un concerto di Riccardo Sinigallia: lui, che è così schietto, schivo, che non ama moltissimo le luci dei riflettori, che non si fa vedere moltissimo in giro, che preferisce starsene chiuso nel suo studio a lavorare alle sue canzoni, lontano dai social e dal bisogno di farsi notare a tutti i costi. Sotto al palco del Monk, quando le luci sono ancora accese, si ritrovano ex fidanzate e compagni di scuola, come in una festa tra vecchi amici: "Ao, 'ndo scappi? Te stavi in classe co' mi fratello al Giulio Cesare". In fondo, stasera il cantautore gioca in casa, nella sua Roma, la città in cui è nato e in cui è cresciuto, quella che trent'anni fa lo ha visto salire sul palco le prime volte, tra centri sociali e club che ormai non esistono più (come il Locale di Vicolo del Fico, gloriosa sede di quella che qualcuno avrebbe poi ribattezzato la "seconda scuola romana"). Il pubblico è composto per lo più da quarantenni e cinquantenni, quelli che hanno cominciato a seguire Riccardo ai tempi della collaborazione con i Tiromancino (avevano vent'anni, su per giù, quando Sinigallia e Zampaglione si presentarono in gara a Sanremo con "Strade", nel 2000) e che poi non lo hanno più abbandonato: ora sono tutti radunati sotto al palco, ad aspettare il festeggiato.

Sinigallia arriva sul palco in punta di piedi, quasi imbarazzato dall'affetto travolgente del pubblico, che lo accoglie con un lunghissimo applauso. Si inchina a bordo palco, sorride, poi imbraccia la chitarra e comincia a suonare, scambiandosi teneri sguardi di complicità con la compagna di una vita Laura Arzilli, bassista della sua band, tra suoni caldi e avvolgenti e luci soffuse.

La scaletta del concerto è incentrata sull'ultimo album del cantautore, "Ciao cuore", uscito lo scorso settembre, che per Sinigallia ha rappresentato per certi versi un nuovo esordio, una ripartenza, dopo quattro anni di silenzio discografico (ma nel frattempo ha prodotto quel gioiellino che è "La fine dei vent'anni" di Motta ed è stato impegnato con il supergruppo dei Deproducers). Ne suona tutte le canzoni: da "So delle cose che so" fino a "Che male c'è", la canzone ispirata alla vicenda di Federico Aldrovandi (scritta insieme a Valerio Mastrandrea e originariamente interpretata da Marina Rei). Passando per "Backliner", "Le donne di destra", "Bella quando vuoi", "Dudù", "Niente mi fa come mi fai tu", "Ciao cuore" e "A cuor leggero", il brano che accompagna i titoli di coda di "Non essere cattivo", l'ultimo film di Claudio Caligari (di cui vengono mostrate alcune immagini, con i protagonisti Alessandro Borghi e Luca Marinelli, per ricordare il compianto regista).

Se una metà della scaletta è incentrata su "Ciao cuore", l'altra metà vede Sinigallia ripescare i brani più significativi del suo repertorio solista dai dischi precedenti: ci sono "Lontano da ogni giorno" e "Bellamore" (dal suo primo album, dal titolo eponimo), ci sono "Se potessi incontrarti ancora" e "Amici nel tempo" (da "Incontri a metà strada") e ci sono "Prima di andare via", "Per tutti", "E invece io" e "Una rigenerazione" (da "Per tutti" del 2014). La vera chicca, però, arriva quasi a fine concerto: è "La descrizione di un attimo", a ricordare gli anni d'oro dei Tiromancino, cantata praticamente all'unisono insieme al pubblico, in uno dei momenti più belli ed emozionanti dell'intero concerto.

È di poche parole, Riccardo. Lui, ingiustamente condannato ad essere il grande escluso della storia della musica italiana degli ultimi vent'anni, lascia parlare le sue canzoni. E quando parla, lo fa giusto per presentare i suoi musicisti (oltre a Laura Arzilli ci sono Andrea Pesce alle tastiere, Ivo Parlati alla batteria e Francesco Valente alla chitarra - praticamente mezza scena romana) e la squadra che lo ha affiancato per il tour, giunto all'ultima data.
"Sono anni che ti aspettiamo", urla qualcuno, in mezzo al pubblico. "Anche io", risponde timidamente Riccardo, sorridendo.
"La festa che davate per finita è appena cominciata".

di Mattia Marzi


SCALETTA:
"So delle cose che so"
"Lontano da ogni giorno"
"Backliner"
"Le donne di destra"
"Bella quando vuoi"
"Dudù"
"Se potessi incontrarti ancora"
"Niente mi fa come mi fai tu"
"Ciao cuore"
"Amici nel tempo"
"A cuor leggero"
"La descrizione di un attimo"
"Prima di andare via"
"Che male c’è"
"Per tutti"
"E invece io"
"Bellamore"
"Una rigenerazione"

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