Michael Jackson, la nipote smonta le accuse del documentario 'Leaving Neverland'

Michael Jackson, la nipote smonta le accuse del documentario 'Leaving Neverland'

Più che l'indignata presa di posizione della fondazione intitolata allo scomparso Re del Pop, un serio colpo alla credibilità di "Leaving Neverland" - il controverso documentario diretto da Dan Reed basato sulle testimonianze di due uomini, Wade Robson e James Safechuck, che sostengono di essere stati molestati sessualmente da Micheal Jackson negli anni Novanta - potrebbe essere assestato dalle esternazioni di Brandi Jackson, nipote della star di "Thriller", che ha rivelato - per mezzo del proprio canale Twitter ufficiale - di essere stata per sette anni la partner di uno dei due accusatori, Wade Robson.

"Io e Wade siano stati insieme per sette anni", ha scritto la donna, accompagnando al messaggio l'hashtag "#WadeRobsonIsaBugiardo": "Scommetto che questo non sia finito nel suo 'documentario' per una cattiva risultanza di tempi. E vi ho detto che a farci incontrare è stato mio zio Michael Jackson? Wade non è una vittima".

"Wade, hai sempre parlato di voler essere rilevante", si è rivolta, in un altro tweet, la Jackson all'ex partner: "Hai bruciato talmente tanti ponti alle tue spalle che ora riesci a essere rilevante solo facendo notizia con il nome della mia famiglia di fianco al tuo. E' ora di smetterla con tutte queste bugie e iniziare a vivere la tua vita".

"Leaving Neverland" è stato definito dalla fondazione intestata a Michael Jackson un "manifesto sensazionalista" "vergognoso" diretto da un regista che "non hai mai cercato di contattare la fondazione al fine di ottenere un replica alle accuse infondate presentate nel film". La HBO, nonostante le proteste della fondazione, ha fatto sapere - per bocca del proprio ad Richard Plepler - di voler comunque trasmettere il documentario in due parti tra i prossimi 3 e 4 marzo: "Dan Reed è un apprezzato regista che ha riferito con cure le esperienze dei due testimoni", ha ribattuto Plepler, "La gente deve sospendere il giudizio fino alla visione del film".

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