Sanremo 2019, comunicato stampa: il Portale della Canzone Italiana festeggia il suo primo anno

Sanremo 2019, comunicato stampa: il Portale della Canzone Italiana festeggia il suo primo anno

Di seguito pubblichiamo un comunicato diffuso in occasione della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo:

Compie un anno il Portale della Canzone italiana, la piattaforma gratuita, realizzata da Ales Spa società 100% in house del MiBAC. Due incontri, all'interno della kermesse sanremese, per celebrare la piattaforma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che raccoglie un secolo di musica tricolore con oltre 240.000 brani ascoltabili in streaming gratuito.

Un archivio sonoro in un unico catalogo digitale, dalle incisioni dei primi del '900, fino alla musica rock, passando per le romanze, i canti di guerra e di liberazione, il pop made in Italy la musica da ballo, i protagonisti di Sanremo, la musica popolare e quella di protesta. Un grande progetto reso possibile anche grazie ai fondi dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (l'ex Discoteca di Stato) ed alla collaborazione della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), delle Associazioni di produttori indipendenti, della SIAE e di Spotify.

Le sezioni del Portale:

• La sezione 1900-1950 presenta arie da ballo, canzoni e canzonette, Napoli canta, Dialetto e Folklore, Politica e Propaganda, Canzoni e Guerra: una selezione di brani che spaziano da Giuseppe Verdi, l'autore più rappresentativo del melodramma ottocentesco, a Francesco Paolo Tosti, dalle prime melodie dei microfoni dell'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) alle colonne sonore che hanno animato i successi del grande schermo, dalla canzone napoletana frutto di poeti, drammaturghi e musicisti - di cui Caruso fu il rappresentante più celebre a livello internazionale - alle serenate e agli stornelli. E ancora i brani della propaganda politica, le canzoni della Seconda Guerra Mondiale e i Canti dei Partigiani, gli inni e i canti patriottici dal Risorgimento all'Unità nazionale, dalla Grande Guerra al Ventennio, fino a quelli della Resistenza.

• Nella sezione 1950 - 2000 irrompono il rock 'n roll, il boogie woogie e il twist come musica da ballo, sono i primi segnali di una cultura giovanile internazionale che sta cambiando, proprio mentre nel 1951 la RAI lanciava Sanremo, il Festival della canzone Italiana e le sigle dei primi programmi televisivi. Non tarda a scoppiare la commedia musicale made in Italy, mentre la canzone napoletana si rinnova e si apre la stagione dei cantautori. Si aggiungono i brani dei festival come il Cantagiro prima e il Festivalbar dopo, in cui si mescolano note rock, pop e progressive. Grande spazio alle canzoni politiche che hanno segnato gli anni della contestazione e agli ultimi vent'anni che hanno visto la contaminazione con stili internazionali come il rap e il reggae, assimilati dal panorama indipendente in maniera del tutto originale.

• Tradizioni popolari è uno spazio interamente dedicato alla produzione di canzoni e di materiali espressivi da parte di artisti non professionisti: gente comune la cui voce e strumenti sono stati registrati sul campo a partire dagli anni sessanta. Al momento la sezione si articola in 300 brani, una campionatura delle musiche

regionali. Qui numerosi documenti sono tratti dall'Archivio Etnico Linguistico-Musicale (AELM) dell'Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi che costituisce una delle collezioni più interessanti e inedite per ricostruire la realtà culturale e linguistica delle regioni italiane.

• Nella sezione Contributi Extra è possibile consultare notizie e curiosità di autori e artisti oltre alla Discografia nazionale della canzone italiana, l'archivio di dati che documenta la produzione discografica dall'inizio del secolo scorso fino ai nostri giorni. Nella sezione Mostre speciali un'inedita "gallery d'autore" con le copertine vintage dei dischi di Roberto Vecchioni, PFM, Massimo Ranieri, Gianni Morandi, Ivan Graziani e i Nomadi, firmate da Andrea Pazienza, Milo Manara e Tanino Liberatore.

• Tutte le sezioni sono arricchite con playlist create ad hoc dagli storici musicali Luciano Ceri e Paolo Prato che suggeriscono percorsi per orientarsi al meglio tra gli

artisti e le sonorità dell'inestimabile patrimonio sonoro di oltre un secolo di canzone italiana. Oltre ad offrire una panoramica completa della musica italiana, il portale ne documenta le origini popolari, anche attraverso il patrimonio di registrazioni inedite dell'Istituto Centrale per i beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA), ma anche quelle colte, con le arie e romanze della produzione a 78 giri risalente ai primi del Novecento. Con la messa on line del Portale nascono anche i profili social della Canzone Italia, dove ogni giorno saranno raccontate e valorizzare le storie del patrimonio musicale italiane, con i contributi di artisti e contenuti inediti. I social della #canzoneitaliana sono Facebook (@canzoneITA), Instagram (@canzoneitaliana) e Twitter (@canzoneITA).

"Il Ministero ritiene l'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi un inestimabile luogo della memoria - afferma Paola Passarelli, Direttore generale biblioteche ed istituti culturali del MiBAC - grazie a questo archivio multimediale abbiamo a disposizione il panorama completo della nostra musica popolare, per conoscerlo e riscoprirlo".

Un patrimonio musicale che rappresenta, inoltre, un prezioso elemento per raccontare e promuovere l'Italia all'estero. Il portale, fruibile in 7 lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, cinese, giapponese), è stato in quest'anno arricchito e implementato con oltre 73 mila canzoni e 79 nuove playlist.

"La musica italiana, soprattutto all'estero - conclude Mario De Simoni – Presidente di Ales spa - riscuote un successo e una credibilità al pari di altre forme d'arte e come tale deve essere protetta attraverso la digitalizzazione e messa a disposizione per una quanto più ampia fruizione".

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