NEWS   |   Industria / 09/02/2019

Sanremo 2019, il vero conduttore resta Baglioni

Sanremo 2019, il vero conduttore resta Baglioni

Nella quarta serata del Festival 2019, quella molto attesa dei duetti, lo share è stato del 46,1%, per un totale medio di 9.552.000 spettatori. A leggere il dato per quello che è, si dovrebbe parlare ottimisticamente solo di una lieve e fisiologica flessione rispetto alla serata precedente. Ma stavolta i numeri non raccontano tutta la verità: è vero che il dato è in tenuta, ma è altrettanto vero che la serata televisiva è stata lunga, a tratti monotona, confermando l’impressione del debutto: 24 canzoni sono troppe da impaginare, senza sacrificare la quota di intrattenimento necessaria ad equilibrare l’esito. 

Per riuscire a tenere il ritmo e stare nei tempi, sono stati ridotti al minimo gli ospiti - “solo” Luciano Ligabue - e gli intermezzi comici: un intervento per ciascuno dei due conduttori. 

Questa scelta non è criticabile di per sé: la presenza di tanti artisti importanti a supportare i concorrenti sul palco potrebbe anche non aver bisogno di  “distrazioni”, come ha sostenuto a più riprese il direttore artistico Baglioni, che ritiene giusto privilegiare la componente musicale sull’intrattenimento televisivo.  

E’ inevitabile, però, che una scelta di questo genere si sostenga  solo grazie ad una conduzione ben più solida di quella che abbiamo visto. Se gli intermezzi tra le esibizioni sono pochi, devono essere di altissima qualità: è proprio questo il compito della conduzione: saper variare i toni, aggiungere ritmo, sollecitare l’emotività o la risata - anche senza spazi singoli dedicati a ciascun conduttore. 

Invece, abbiamo visto ancora due esibizioni debolissime: il “duetto” alla chitarra di Virginia  Raffaele con Baglioni, sinceramente poco divertente; il monologo di Bisio-padre in crisi, tratto da “Gli sdraiati” di Michele Serra, troppo cupo e fuori contesto, con l’entrata finale del vincitore di X Factor Anastasio a giocare la parte del giovane ribelle.

I conduttori avrebbero a disposizione anche altri spazi del racconto televisivo, indispensabili per cucire una serata così lunga e musicalmente densa: i lanci delle canzoni. In quei pochi minuti in cui il pubblico si prepara ad ascoltare un brano, i conduttori esperti riescono a dare il ritmo e il clima emotivo con un sorriso, un’espressione, un movimento del corpo, l’intonazione della voce; a volte basta anche un abito particolare, una battuta spontanea. Invece, Bisio e Raffaele leggono svogliatamente testi stantii e anacronistici: nel 2019 non si possono presentare le canzoni come nel 1954, con riassunti improbabili e spiegoni recitati come se si leggesse il sussidiario in quinta elementare. 

Il vero comico, in realtà si è dimostrato Baglioni. Se si lasciasse andare, probabilmente riuscirebbe a sostenere benissimo anche questo ruolo. Il rimpianto per la Hunziker e Favino stasera si è fatto sentire molto forte. 

Insomma: è mancato, nella serata, quell’equilibrio tra componente musicale e intrattenimento-varietà che aveva caratterizzato le due sere precedenti.  Stasera, finale con 27 canzoni - tutti i concorrenti più i tre primi che vanno al ballottaggio e si esibiscono di nuovo - più una buona dose di ospiti. Vedremo se, con queste premesse, Baglioni riuscirà a ritrovare l’equilibrio perduto.

(Daniela Cardini)

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