Bubola presenta la ristampa CD di 'Tre rose', album dell’81 prodotto da De André

Bubola presenta la ristampa CD di 'Tre rose', album dell’81 prodotto da De André
A 24 anni dalla sua uscita, “Tre rose” di Massimo Bubola viene ripubblicato su Cd. L’album, che rappresenta l’unica produzione effettuata da Fabrizio De André, è stato presentato dall’artista veneto durante uno showcase a Milano. Sono stati proposti, in chiave acustica, alcuni dei brani dell’album (“Encantado signorina”, “Tre rose”, “Senza famiglia”). Alla presentazione sono intervenuti anche Mauro Pagani (che suonò nel disco) e Oscar Prudente (arrangiatore dei brani). Dori Ghezzi, moglie di De André e responsabile della Fado (l’etichetta di De André di quei tempi), nonostante una forte bronchite, che non le ha permesso di essere presente, ha dichiarato: “Quando io e Fabrizio abbiamo deciso, come Fado, di supportare Massimo nella realizzazione di ‘Tre rose’, lo abbiamo fatto perché credevamo fermamente nel suo talento. Ora che viene ripubblicato, l’ho riesumato dopo tanto tempo, e devo dire che è un disco ricco di contenuti ma fresco. Possiamo dire non ‘palloso’. Spesso e volentieri, soprattutto quando si parla di cantautori, si rischia di essere ‘pallosi’. ‘Tre rose’ non rientra affatto in questa categoria. E riascoltato oggi, dopo 24 anni, risulta ancora attuale. Per questo trovo sia giusto riproporlo al pubblico”. Ma quanto ha influito De André sulla realizzazione del disco? “Fabrizio non era di certo una persona pressappochista. Abbiamo trascorso molto tempo a discutere sui testi, la metrica e gli arrangiamenti. La cultura non deve essere una discriminante e nel mondo contadino, da dove provengo io, non si può bluffare come succede in certi ambienti borghesi. La musica è un impegno in cui bisogna dare il meglio di se stessi. Mi piace citare una frase di Leonard Cohen: ‘quando la cultura verrà controllata, allora si è certi di vivere in un regime dittatoriale’”. Cosa pensi dello stato attuale della musica d’autore? “In effetti è un momento difficile per i cantautori in Italia. Noi avevamo dei maestri eccellenti, che le generazioni di oggi non hanno. Se sei abituato a bere del Barolo, noti subito la differenza quando assaggi il Tavernello. Ma credo che i giovani artisti di oggi abbiano, se non dei maestri, almeno dei buoni esempi da seguire. Mi considero un vichiano e credo nei corsi e ricorsi storici. Durante un corso che ho tenuto a Padova sulla composizione della ballata ho trovato negli studenti una certa desolazione culturale. Pochissimi conoscevano Bob Dylan e quasi nessuno Leonard Cohen. Ma gli è bastato poco per appassionarsi a questi autori. Ho spiegato loro ‘Suzanne’ di Cohen e si sono subito resi conto del valore di questo autore. Come dice Dylan, non ci sono canzoni brutte o belle, ma canzoni che fanno fare dei passi avanti”. Forse è colpa delle case discografiche? “Su questo argomento, con me, si sfonda una porta aperta. Dopo quattro major ho infatti preso la decisione di pubblicare i miei dischi da solo. Gli artisti sono come i batteri, sono sempre nell’aria. Negli anni Settanta c’erano direttori artistici come Ennio Melis o Lilli Greco, persone a cui se citavi Hemingway, Fitzgerald o Apollinaire, sapevano di cosa stavi parlando. Ora non esiste più questo tipo di dialogo con le case discografiche, in cui lavora gente che non ha background musicale o letterario, che non capisce nemmeno quando un basso e una batteria non vanno assieme. In Inghilterra esistono perfino delle scuole in cui insegnano a diventare direttori artistici. E non ci sono più nemmeno quegli appassionati e grandi litigi che portano sempre a dei grandi album. Prima si correggevano e ricorreggevano i testi, si controllava la metrica, si facevano i provini. Pensa che un brano come ‘Don Raffaè’ ho impiegato tre anni a scriverlo”. Entro la fine dell’anno Massimo Bubola pubblicherà un nuovo disco di inediti, interamente composto da ballate. L'artista sarà in concerto il 29 marzo al Teatro Comunale di Castelplanio (AN), il 2 aprile al Teatro Comunale di Lonigo (VI) e il 7 maggio al Motion Unlimited di Zingonia (BG).
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