Billy Idol presenta 'Devil’s playground': 'Non volevo pubblicare album mediocri'

Billy Idol presenta 'Devil’s playground': 'Non volevo pubblicare album mediocri'
Dopo dodici anni (l’ultimo album di inediti è stato “Cyberpunk” del ’93), torna Billy Idol, indimenticato protagonista della scena punk rock internazionale della seconda metà degli anni ’80. Il nuovo album si intitola “Devil’s playground”. Come mai così tanti anni di silenzio? “Prima di tutto ho dovuto essere sicuro che i miei ex musicisti fossero ancora disponibili a riunirsi, come il chitarrista Steve Stevens, e che insieme fossimo in grado di produrre ancora canzoni di un certo interesse. Alcune etichette mi hanno persino chiesto di fare un album acustico, ridicolo… Ho evitato di farmi coinvolgere in operazioni di ritorno studiate a tavolino, sfruttando il mio nome e magari facendomi diventare un rapper. Dopo tanto tempo si chiedevano: magari può fare di tutto. Ma nemmeno la mia band avrebbe accettato una cosa del genere, anche se sono rimasto fermo per tanti anni”. Impossibile mettere in un recinto una personalità carismatica come la sua. “Nel 1995 ero con le spalle al muro. L’industria musicale stava vendendosi sempre più l’anima e le grandi compagnie discografiche non credevano più nel rock&roll. Volevano che gettassi via anche la mia anima, ma mi sono rifiutato di cadere nella loro trappola. Ho smesso di pubblicare dischi perché sapevo che sarebbero stati mediocri, che sarei dovuto venire a patti con le regole del music business. Stare lontano dalle scene per così tanto tempo è da considerarsi una scommessa. Ma ne è valsa la pena, perché sono felice del risultato raggiunto con questo disco, anche grazie ad un’etichetta, la Sanctuary Records, che ha creduto in me”. Per questo atteso ritorno Billy Idol ha deciso di ricostituire il team vincente di “Rebel yell”, il suo album più fortunato: il chitarrista Steve Stevens e il produttore Keith Forsey. “Devil’s playground” ha il sapore aggressivo del punk senza rinunciare alla sporca melodia del rock&roll. In canzoni come “Body snatcher” e “Evil eye” l’artista affronta i suoi problemi con le droghe. Qual è la sua opinione oggi? “Ne arrivano di nuove ogni giorno. Penso che quando ti bloccano nel comporre musica siano negative. E bisogna stare molto attenti ai giovani: un conto è se spendono dieci dollari in whisky, mentre se si prendono il crack, assolutamente no! Adesso sto parlando dall’alto dei miei 49 anni, ma nel 1994 ho avuto un’overdose, quando i miei figli erano ancora molto piccoli. Ho pensato che se avessi continuato con quell’atteggiamento nichilista sarei potuto anche morire, e loro non mi avrebbero mai perdonato. Ne sono uscito fuori grazie alla musica, ritrovando me stesso nella vitalità delle mie canzoni”. Come mai un titolo così forte, si riferisce a qualcuno in particolare? “No. Volevo tornare ad un vero album R&R e ho scelto questo titolo perché viviamo in un periodo folle. Comunque è gratificante sapere di avere ancora tanti fans, altrimenti questo nuovo album non sarebbe mai nato. E spero che venga apprezzato da coloro che in questi anni si sono chiesti dove diavolo fossi finito. Abbiamo terminato le registrazioni lo scorso settembre, poi a novembre l’abbiamo completato con altre due canzoni. Tra la valutazione dei demo, prove, riprove e la realizzazione abbiamo impiegato circa sei mesi. Oggi puoi mettere un album su Internet e scavalcare le case discografiche, mentre una volta dovevi preoccuparti di quanto cazzo costavano i microfoni o la strumentazione. Un tempo anche un’etichetta come la EMI si doveva preoccupare di ciò. Oggi ci sono molte più problematiche: persino nel 1999 avevo difficoltà a rientrare nel circuito per ragioni simili”. Se dovessi scegliere una canzone rappresentativa per questo album, quale sceglieresti? “Non è semplice, ma forse sceglierei ‘Cherie’. La sfida era scrivere una canzone che dicesse ‘I love you’ e che suonasse sincera. Ci sono riuscito grazie a dei flashback sulla mia infanzia nel periodo della rivoluzione punk. Hai tutto, ma sei ancora in cerca di qualcosa di più, così perdi quello che già possiedi. Per fortuna conservi ancora i ricordi, nonostante tu abbia incasinato la tua vita. Perciò io dico: ‘Grazie per avermi aiutato. Hai migliorato la mia vita, anche se non stiamo più insieme’”. Billy Idol si esibirà domenica 12 giugno sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival a Imola nella stessa giornata di Oasis e Velvet Revolver.
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