Diritti connessi, negli USA gli artisti fanno causa a Sony e Universal

Diritti connessi, negli USA gli artisti fanno causa a Sony e Universal

Le due major Sony Music e Universal Music sono finite nel mirino degli artisti americani per una controversia riguardante i diritti connessi, ovvero i diritti riguardanti le incisioni discografiche: lo spunto, ai promotori dell'iniziativa - John Waite, artista solista già frontman negli anni Settanta della band dei Babys; Joe Ely, oggi solista ma in passato turnista per, tra gli altri, Clash e Rosie Flores; David Johansen dei New York Dolls; Southside Johnny; Paul Collins dei Beat -, è stato dato dal Copyright Act approvato dal governo americano nel 1976, che estende temporalmente il diritto sulle incisioni discografiche ma, contemporaneamente, offre agli artisti che, specie all'inizio della propria carriera, abbiano barattato quote di diritti in favore di anticipi più corposi, di fare cadere gli accordi stretti con le controparti per tornare in possesso dei propri diritti dopo lo scadere del contratto. Tuttavia, sempre secondo la legge USA, questa opzione non è sfruttabile da quelli che sono stati definiti "lavoratori a chiamata", inquadramento usato da Sony e Universal nei confronti dei session man.

I promotori dell'iniziativa legale, assistiti dallo studio Blank Rome, contestando la linea delle major, sostengono che gli artisti interpreti e/o esecutori non possano essere considerati "lavoratori e chiamata", e che un prodotto discografico non possa rientrare nella categoria dei "lavori su commissione": se l'istanza degli artisti dovesse incontrare i favori della giustizia a stelle e strisce, ai turnisti potrebbe essere concessa la facoltà di tornare in possesso dei diritti discografici sulle opere alle quali hanno contribuito attivamente.

Nella causa depositata presso il tribunale di New York Waite ed Ely accusano il gruppo Universal di aver sistematicamente nascosto ai propri artisti il diritto di poter vantare quote di diritto sulle incisioni, o di poter rinegoziare le stesse dopo la scandenza dell'accordo originario, continuando a sfruttare i master in proprio possesso anche dopo il decadimento dei termini di utilizzo.

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