Woodstock 50: Michael Lang racconta. “Ecco come sarà il mio Festival”

Woodstock 50: Michael Lang racconta. “Ecco come sarà il mio Festival”

In una lunga intervista all’edizione statunitense di “Billboard” Michael Lang, che fu uno degli organizzatori del primo, mitologico Festival di Woodstock, quello del 1969, rievoca l’esperienza dell’epoca e anticipa come sarà l’edizione del cinquantenario, fissata per il 16, 17 e 18 agosto 2019. Per la parte “storica” vi rimandiamo all’intervista completa; qui di seguito alcuni estratti della seconda parte, quella con le prime informazioni sull’edizione 2019.

Come hai scelto la location, che sarà a Watkins Glen?

La ricerca è durata due anni. Cercavo una location nello stato di New York e non ne avevo trovata nessuna che andasse bene. Provai a cercare anche altrove, nel Colorado, ma niente. Mi ero quasi arreso quando mi hanno parlato di un circuito automobilistico che dista quattro ore di macchina da New York, così un giorno sono andato a dargli un’occhiata. Ho trovato persone disponibili ed entusiaste all’idea di ospitare Woodstock 50. Fuori dal circuito c’è un terreno di un chilometro quadrato, e il posto è bellissimo.

Come pensi di attrezzarlo?

Avremo tre palchi principali e parecchi palchi più piccoli, oltre a spazi per la ristorazione e l’intrattenimento non musicale; ospiteremo organizzazioni non governative, perché a Woodstock 50 si parlerà anche di impegno sociale, ecologico e politico.


Ci sarà un campeggio?

Sì, ci sarà un campeggio, e ci saranno anche uno spazio per le roulotte e i caravan, e un glamping” (un campeggio con tende già allestite, arredate, spaziose, con letti, lenzuola, armadi e spesso anche il bagno privato). “Questo perché prevediamo che il pubblico sarà composto anche di persone di una certa età, per le quali le comodità sono importanti”.

Chi suonerà al Festival?

Ci saranno gruppi storici ancora attivi e molti nuovi talenti, in numero probabilmente superiore a quello di qualsiasi altro festival. Saranno rappresentati tutti i generi, dal rock al pop, al folk e all’hip hop.

Come pensi che sia possibile sostenere e magari superare il confronto con Woodstock ’69?

A Woodstock 1969 la gente arrivò per tre giorni di pace, amore, musica e vita in comune: è questo che l’ha reso speciale. Noi speriamo che da Woodstock 50 la gente non esca solo divertita, ma anche migliorata; speriamo che Woodstock 50 possa cambiare la vita di chi vi parteciperà”.

 

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