Beirut - la recensione di "Gallipoli"

Da Beirut a Gallipoli, passando per Corfù e l'isola di Mainau... la band guidata da Condon torna con il suo sound speciale e quella passione per la geografia che sembra essere quasi una cifra stilistica:

Beirut e Gallipoli potrebbero essere due personaggi de “La casa di carta”, insieme a Berlino, Tokyo, Nairobi, Mosca, Helsinki.
Molto probabilmente il copione li vorrebbe solari, bizzarri e, come cantava De Gregori, con “un principio di tristezza in fondo all’anima”.
Questo perché “Gallipoli”, quinto album in studio dei Beirut, ha un’anima molto simile che, a sua volta, rispecchia quella del gruppo e del suo fondatore, Zach Condon.

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