NEWS   |   Recensioni concerti / 03/02/2019

'We will rock you', il musical dei Queen, nell'era di 'Bohemian Rhapsody': la recensione

'We will rock you', il musical dei Queen, nell'era di 'Bohemian Rhapsody': la recensione

Due sono le certezze di un futuro distopico: un governo tirannico che reprime ogni manifestazione di creatività e le bande di derelitti punk. Quello che potrebbe essere il contesto di una puntata di "Adrian", è invece la futuribile cornice di "We Will Rock You", il musical di successo con i classici dei Queen - dal 31 gennaio al 17 febbraio in programma a Milano al Teatro Ciak di viale Puglie e poi in giro per l'Italia. Uno show che dal 2002, anno della sua prima messa in scena, ha portato in lungo e in largo le canzoni della band di Freddie Mercury con alzate di sipario in tutto il mondo e un pubblico di otto milioni di spettatori, e ora parte integrante di un ampio fenomeno di Queen-mania.

È innegabile infatti che il grande exploit straccia-record del film "Bohemian Rhapsody", con tanto di acclamazione per Rami Malek (l'attore che ha dato volto alla regina Freddie) e candidature prestigiose alla notte degli Oscar il prossimo 24 febbraio, abbia fatto da immenso volano alla musica della formazione britannica, che in questi tempi sta vivendo una seconda (o anche terza) giovinezza, testimoniata, appunto, dalla grande risposta alle variegate produzioni a tema Queen. La colonna sonora del biopic è infatti entrata direttamente nella top ten degli album più venduti in Inghilterra lo scorso anno, mentre, dall'altra parte dell'Atlantico, Billboard ne ha attestato una seconda posizione tra gli album rock, in un crescendo di popolarità che ha riportato in auge anche i tre Greatest Hits del quartetto e il box set "Platinum Collection" che riunisce le raccolte in un'edizione unica, così come il brano "Bohemian rhapsody" continua a presenziare tra i piani alti delle classifiche dei singoli.

Il successo che da anni l'opera "We Will Rock You" sta riscuotendo nei teatri è così amplificato dal trionfo di una pellicola dove al centro della storia non c'è solo la vicenda artistica e umana del baffuto frontman della compagine, ma tante, tantissime canzoni entrate in un terreno non solo più musicale ma mitologico da "We are the champions" a "Radio ga ga", passando per "Somebody to love" e molto altro ancora. Un eccentrico mix di quattro studenti un po' nerd si sono trasformati in una regale macchina da battaglia dello spettacolo, in grado di mescolare hard rock, opera e barocchismi di ogni sorta con tanta teatralità e una buona dose di irriverenza. 

Così, il nuovo adattamento del musical, prodotto da Claudio Trotta e Barley Arts, ne celebra l'esuberanza con un inedito allestimento, frutto dell'immaginazione di Colin Mayes e delle coreografie di Gail Richardson. I testi, ideati dallo stesso Trotta con Valentina Ferrari e Michaela Berlini sono invece stati riveduti e implementati per essere maggiormente aderenti ai mali del nostro tempo. I due protagonisti sono Galileo e Scaramouche che, insofferenti a una società dominata da un'unica multinazionale che ha vietato la musica e distrutto gli strumenti musicali, tentano insieme a una sgangherata gang di ribelli di sovvertire l'ordine delle cose. Il cast si compone di Salvo Vinci, Alessandra Ferrari, Claudio Zanelli, Massimiliano Colonna e Loredana Fadda nei ruoli di Galileo, Scaramouche, Britney, Pop e Ozzy, mentre i cattivi Killer Queen e  Khashoggi sono, rispettivamente, Valentina Ferrari e Paolo Barillari (già Brit nell'edizione precedente). Inoltre, a suonare dal vivo sono presenti Riccardo Di Paola e Antonio Torella alle tastiere, Roberta Raschella e Federica Pellegrinelli per le chitarre, il basso di Alessandro Cassani e la batteria di Marco Parenti. Un ensemble composito di cantanti, attori, musicisti e ballerini, quindi, per mettere in mostra la natura splendidamente sfarzosa della band, portando il lavoro dei Queen a un nuovo livello di esperienza di condivisione, a quasi trent'anni dal congedo del carismatico Freddie da questo mondo e con i rimanenti titolari del marchio impegnati in performance con un altro interprete. 

Alla fine, rimangono i brani, spinti da una trama che pigia forte l'acceleratore su una retorica rock piuttosto abusata di libertà e anticonformismo a tratti difficile da accogliere, ma ben oliata per trasmettere con entusiasmo l'energia istintiva che fu caratteristica essenziale del personaggio di Freddie Mercury. Quella stessa essenza sfrontata che, nella vicenda, appare come un faro dalle acque del lago di Ginevra nella sua iconica silhouette e che di fatto guida i protagonisti alla ricerca della chitarra del destino - una Red Special, ça va sans dire - verso un nuovo avvenire. 

A suon di musica, quindi, "We Will Rock You" con ritmo e ironia rende omaggio all'estro di un uomo dall'ego smisurato, ma anche dalle capacità artistiche di molto fuori dal comune. 

Mai come ora, sembra sia del tutto spontaneo ritrovarsi insieme per ascoltare la musica dei Queen e battere le mani a tempo, a Wembley come al Teatro Ciak.

 

(Marco Di Milia)

 

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