Dieci festival 'estinti' che hanno portato l'Italia nel grande circuito dei live internazionali (1 / 11)

Ci hanno presentato dal vivo grandissimi artisti, facendoci spendere relativamente poco e cambiando il nostro modo di pensare alla musica dal vivo. E quando stavamo pensando che anche in Italia si potesse fare, sono spariti...

Dieci festival 'estinti' che hanno portato l'Italia nel grande circuito dei live internazionali

Prima dei live da vivere come "esperienza a 360°", dei vip pack, dei megafestival, dei braccialetti per il pit e del secondary ticketing, c'era un Paese che aveva voglia di musica dal vivo e che per qualche anno, dopo una sera di luglio del '71, di grandi concerti era rimasto digiuno. Poi i tempi fortunatamente cambiarono, e Bob Marley e Bruce Springsteen, nella prima metà degli anni Ottanta, fecero entrare lo Stivale nell'epoca del live "moderno".

Ma, almeno fino agli anni Novanta, i grandi raduni all'aperto ce li si poteva immaginare solo leggendo l'NME: in Italia la musica era arrivata negli stadi, ma i festival veri e propri, quelli con live set non stop dal primo pomeriggio a tarda notte, erano ancora di là da venire. Poi promoter e artisti presero il coraggio a due mani e ci provarono: gli anni Novanta e Duemila, sotto questo punto di vista, furono un fondamentale periodo di incubazione, dove i format più nuovi provenienti dall'estero vennero declinati - o, almeno, ci si provò - in chiave tricolore, guardando chi a Glastonbury chi all'allora neonato Lollapalooza, o - ancora - a spunti del tutto nuovi e rivoluzionari.

Abbiamo scelto di ricordare questi dieci eventi ormai "estinti", nelle pagine che seguono, non per guardare con nostalgia al passato, o per ribadire che "l'Italia non è un paese per festival" (oggettivamente, dalle nostri parti, a tenere banco sono più le rassegne, quelle con un singolo evento per sera che si protraggono per qualche settimana), né per lanciarci nella più frusta delle apologie dei bei vecchi tempi (negli ultimi vent'anni, dietro le quinte del live promoting di casa nostra, le cose sono cambiate moltissimo, e a una velocità impressionante), ma più che altro per rinfrescare la memoria sul come il comparto della musica dal vivo, oggi come oggi, sia uno dei pochissimi che la crisi non l'abbia conosciuta, ricordando che la strada che porta al successo consolidato passa inevitabilmente da tentativi destinati a fallire, o - in ogni caso - a fare il proprio tempo. Buona lettura!

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