Depeche Mode: «Per il nuovo album, pazientate». Cronaca del concerto di Milano.

Depeche Mode: «Per il nuovo album, pazientate». Cronaca del concerto di Milano.
«Avevamo un grande desiderio di tornare a suonare dal vivo. Vogliamo catturare l’energia del pubblico per comporre i pezzi del prossimo album». Per il quale, tuttavia, «dovrete avere un po’ di pazienza», spiegano i Depeche Mode.
Il trio inglese è molto rilassato: lontani i tempi in cui lo stress da tour portava a defezioni o a abusi di droga. Tuttavia Dave Gahan ha mal di gola, ed è probabilmente per questo che i Mode si risparmiano un po’ davanti ai 15.000 del Forum di Assago. Il concerto dura un’ora e mezza: saltano dal programma “Condemnation” e “I feel you”. Ma la “fede e la devozione” hanno fatto sì che i fans sopportassero questo ed altro: un’acustica agghiacciante (l’assolo vocale di una delle due coriste è diventato una tortura), e t-shirt a prezzi spettacolosi: la più economica - tutta nera, con le lettere DM - costava 45.000 lire. Le due fatidiche lettere costituivano praticamente l’unica scenografia sul palco, occupato da tende rosse che ricordavano certe scene di Twin Peaks, uno schermo su cui scorrevano immagini spesso ispirate dai videoclip, tre tastiere e una batteria.
Il pubblico era più che disponibile a esplodere (una “Never let me down” da brividi, con i fari sulla folla che stava agitando le braccia al cielo); persino in tribuna stampa, la generazione cresciuta a pane e Depeche fremeva per Gore e soci (mancavano invece i dogi del giornalismo musicale, che hanno perennemente definito la loro musica “aria fritta in salsa elettronica”).
Invece, vuoi per la cautela di Gahan, vuoi per il momento che sta attraversando la band, il calore torrido dei due tour precedenti è mancato completamente. Il pezzo eseguito con maggiore intensità, “Barrel of a gun”, la dice lunga sul nuovo corso del gruppo: c’è aria di implosione, di tuffo interiore nei propri abissi senza compromessi pop: vengono in mente i Radiohead. Forse è una fase di ripiegamento, ma il modo in cui Andrew Fletcher ha tenuto a precisare che non per caso hanno chiamato la raccolta “Singles” e non “The best of”, suscita qualche pensiero su come i Depeche Mode si pongano nei confronti del proprio passato, e su cosa stiano preparando per il futuro.
Scaletta del concerto:
Intro strumentale: "Painkiller"
"A question of time"
“World in my eyes”
“Policy of truth”
“It’s no good”
“Never let me down”
“Walking in my shoes”
“Only when I lose myself”
“A question of lust”
“Home”
“In your room”
“Useless”
“Enjoy the silence”
“Personal Jesus”
“Barrel of a gun”
(BIS):
“Somebody”
“Stripped”
“Just can’t get enough”
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