NEWS   |   Industria / 22/01/2019

Regno Unito, secondary ticketing: Viagogo si adegua alle nuove regole. Ma FanFair Alliance protesta

Regno Unito, secondary ticketing: Viagogo si adegua alle nuove regole. Ma FanFair Alliance protesta

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato britannica (CMA) aveva fissato allo scorso giovedì 17 gennaio la deadline per adeguarsi alle nuove norme imposte dal governo della Gran Bretagna per contrastare il fenomeno del secondary ticketing, norme che prevedono un nuovo codice di trasparenza che richiede ai rivenditori di biglietteria secondaria di segnalare, tra le altre cose, l’esatta collocazione del proprio posto nel luogo dove si terrà l’evento e l’identità del venditore. Ebbene, i principali soggetti della filiera del mercato secondario dicono, riporta Music Ally, di essersi adeguati alla normativa. Viagogo, in particolare, ha dovuto sottostare anche ad alcune altre specifiche restrizioni, come l’obbligo di “impedire che i clienti possano essere ingannati dai messaggi sulla disponibilità e sulla popolarità dei biglietti” e quello di rendere più semplice l’eventuale rimborso dei biglietti acquistati dagli utenti.

La piattaforma, tra le maggiori operanti nel Vecchio Continente, riferisce sempre Music Ally, ha fatto sapere di aver preso tutti i provvedimenti richiesti: “Abbiamo rispettato la scadenza e ci siamo adeguati. Tutti i biglietti su Viagogo sono validi ed è perfettamente legale rivendere un biglietto o darlo a qualcun altro se lo si desidera”, ha comunicato l’ufficio stampa della piattaforma. Di contro, non è mancata una buona dose di scetticismo da parte dell’Autorità Garante, che ha fatto sapere: “Ora stiamo facendo i nostri controlli su Viagogo. Se dovesse risultare che l'ordine del tribunale è stato violato, non esiteremo ad agire”. A sostenere che Viagogo non sia stata così ligia al dovere c’è già in prima linea l’associazione antibagarinaggio FanFair Alliance, che sostiene che la piattaforma abbia apportato soltanto “alcune piccole modifiche” e si prepara a portare la questione dinnanzi alla CMA.