Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Italia / 20/01/2019

Ivano Fossati: "Oggi la musica è carburante per cellulari". 'C'è tempo' la mia canzone preferita"

Ivano Fossati: "Oggi la musica è carburante per cellulari". 'C'è tempo' la mia canzone preferita"

In una lunga intervista a Walter Veltroni, Ivano Fossati è tornato a parlare delle sua scelta di ritirarsi dalla musica attiva e dalle scene - l'ultimo concerto si tenne  al Teatro Streheler di Milano il 19 marzo del 2012 - anche se poi il cantautore ligure ha continuato saltuariamente ad apparire in pubblico per presentare i suoi romanzi o collaborando con la Fondazione Gaber alla realizzazione di un disco, oppure deitro le quinte continuando a scrivere per altri interpreti, come ha sempre fatto. Fossati si mostra disilluso sullo stato attuale della canzone: "Siamo passati dalla centralità della musica al fatto che sia diventata il carburante per i cellulari. Si ascoltavano le cose con attenzione, si discutevano, si imparava a sognare o a ragionare. Esattamente come se si leggesse un libro. Non c’era differenza tra immergersi nella letteratura o nella musica". Ma contemporaneamente fiducioso sul futuro: "Credo nei ragazzi di oggi. Molti di loro cercano, vogliono sapere, capire, non vedono l’ora di essere aiutati a camminare da soli. Il futuro c’è, sono loro. Non so bene cosa combineranno, ma se mi devo regolare sul loro sguardo e su quello che dicono, divento ottimista. Posso credere che il futuro ci riserverà molte cose belle".

Fossati racconta che "C'è tempo" è la sua canzone preferita, "Quella alla quale sono più gelosamente attaccato. ”Una buona parte dell'intervista (si può leggere per intero qua, sul Corriere Della Sera) è dedicata alla sua scelta, che dice di non rimpiangere:

Le due parti del mio mestiere che mi piacciono di più le ho tenute: scrivere canzoni, essere un autore, e poi passare più tempo possibile dentro uno studio di registrazione. Non ho più l’esposizione di me stesso al pubblico. Non c’è più “l’ostensione” in teatro. Non ci sono più la fatica, i chilometri, la tensione. Anche un mestiere come il mio, sembra sacrilego dirlo, nasconde una fortissima componente di routine

e ancora:

L’unica cosa che mi è accaduta è stata poter alzare lo sguardo. Una cosa bella. Finalmente vedere le cose non più in relazione al mio lavoro. Non più guardare questo mazzo di fiori pensando di raccontarlo. Non più guardare una strada di New York per raccontarla. Quando alzi lo sguardo finalmente le cose ti appaiono più chiare.

Una bella risposta è dedicata alla figura di Lucio Battisti, "il più grande in assoluto".

Sono sempre più ammirato dal suo modo di fare musica. C’è un dogma, un diktat che viene dalle radio: mai interrompere il ritmo. Le canzoni di Battisti sono tutte pause, come la musica classica. Lui aveva un’intuizione meravigliosa melodica e poi si fermava, cambiava ritmo. “Mi ritorni in mente” si ferma non so quante volte, come “Fiori rosa fiori di pesco”. Battisti è più avanti di adesso, è più avanti di quello che consideriamo oggi il meglio della musica

Scheda artista Tour&Concerti
Testi
Fiorella Mannoia in tour
Scopri qui tutti le date!