R. Kelly, l’addio di Sony Music e RCA: il rapper è ufficialmente fuori dal roster

Ai tanti, dalle piattaforme streaming agli artisti, che hanno preso le distanze dal controverso rapper e cantante statunitense si sono aggiunte, infine, anche Sony Music e la sua sussidiaria RCA Records, che hanno ufficializzato oggi – riporta Variety – l’esclusione di R. Kelly dal loro roster, eliminando oggi, 18 gennaio, il suo profilo dal sito web di RCA e confermando così quanto già trapelato nei giorni scorsi: RCA e la sua casa madre non pubblicheranno più nuova musica di R. Kelly. Rimarrà, invece, a loro legato il catalogo già esistente dell’artista, scrive sempre Variety. Il sodalizio tra l’universo Sony e R. Kelly risale ai primi anni Novanta, quando R. Kelly - sotto contratto con Jive Records, che nel 1987 è stata acquisita dalla BMG del gruppo Sony - si apprestava a muovere i primi passi nel mondo del music biz. La firma con RCA risale, invece, al 2012.

La ragione della decisione di Sony Music e RCA è legata alla ripetute accuse di aggressioni sessuali di vario genere piombate in gran numero addosso al rapper a partire dal 2017 – anche se le prime avvisaglie risalgono agli anni Novanta -, accuse in buona parte raccolte nella docu-serie “Surviving R. Kelly” trasmessa i primi di gennaio su Lifetime, che ha riportato in luce il caso del rapper, arrivando fino alle procure dell’Illinois e della Georgia, che hanno aperto un fascicolo, esortando le presunte vittime – incluse persone molto vicine a Kelly, come l’ex moglie Andrea e l’ex fidanzata Kitti Jones - di R. Kelly a farsi avanti con le loro testimonianze. Dal canto suo l’artista, finito sotto processo – e poi assolto - nel 2008 per pedopornografia, ha sempre negato ogni accusa.

 

 

 

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