NEWS   |   Pop/Rock / 18/01/2019

Quella volta che Freddie Mercury, Elton John e Rod Stewart pensarono di formare un supergruppo

Quella volta che Freddie Mercury, Elton John e Rod Stewart pensarono di formare un supergruppo

La rinnovata attenzione verso il frontman dei Queen generata dal successo del biopic "Bohemian Rhapsody" sta favorendo lo scandaglio, da parte delle testate generaliste internazionali, della vita di Freddie Mercury. Il New York Post ha raccolto il ricordo del frontman britannico di Rudi Dolezal, regista che curò il video di "These Are The Days Of Our Lives" (brano originariamente inserito in "Innuendo" del 1991, l'ultima prova in studio consegnata ai mercati dalla band di "We Will Rock You" prima della scomparsa di Mercury) che fu buon amico del cantante e performer nato a Zanzibar nel 1946.

Dolezal ha riferito alla testata statunitense un curioso retroscena che avrebbe potuto rappresentare una pietra miliare nella storia del rock mondiale: "Freddie mi invitò a una festa privata, alla quale erano presenti anche Elton John e Rod Stewart", ha raccontato il regista, "Mi ricordo che c'era eccitazione con gli altri artisti, e anche tra di loro. Credo che Rod se ne fosse uscito con l'idea di formare un supergruppo e di chiamarlo Nose, Teeth & Hair, perché lui aveva un grosso naso, Elton dei problemi coi capelli e Freddie i denti che tutti conosciamo".

Il progetto - che ovviamente non si concretizzò mai - non fu una boutade da party escogitata da Stewart per animare la festa a casa Mercury: il già frontman dei Faces fece cenno all'idea già nella sua autobiografia, spiegando come lo spunto nacqua durante una riunione di lavoro a Los Angeles tra i tre. "I Queen affittarono una villa a Bel Air, Los Angeles, e io e Elton passammo una lunga sera a parlare con Freddie, una persona dolce e divertente alla quale ero davvero affezionato", riferì Stewart, "Parlammo della possibilità di formare un supergruppo composto da noi tre. Il nome che avevamo in mente era Nose, Teeth & Hair, una sorta di omaggio alle nostre peculiarità estetiche. L'idea" - precisò Stewart, sarcasticamente - "era quella di presentarci vestiti come le Beverley Sisters. In qualche modo questo progetto non si realizzò mai, generando la più profonda e durevole lacuna della musica contemporanea".

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