Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 36: l’intervista alla vincitrice del premio ‘Musicista dell’anno’ Emanuela Cortesi

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 36: l’intervista alla vincitrice del premio ‘Musicista dell’anno’ Emanuela Cortesi

"Ho il telefono intasato. Eros [Ramazzotti], Laura [Pausini], Curreri, Mingardi... Mi stanno tutti mandando messaggi bellissimi per congratularsi con me": è raggiante Emanuela Cortesi, vincitrice del premio "Musicista dell'anno" che le verrà conferito da NUOVOIMAIE nel corso dei prossimi Rockol Music Awards, in programma domani, giovedì 17 gennaio, a Milano.

Il riconoscimento, voluto dall'Istituto che cura l'intermediazione dei diritti connessi di Artisti Interpreti ed Esecutori e riservato ai professionisti del mondo della musica coinvolti attivamente nel processo creativo come turnisti e produttori, "mi ha gratificato di tutto il lavoro fatto in questi anni", ha spiegato l'artista: "Il problema di chi ha una professione come la mia è non riuscire a godere del presente, perché si è sempre proiettati verso i progetti futuri. Ricevere un premio come questo ti costringe a fermarti un attimo e pensare: ma davvero ho fatto tutte queste belle cose?".

Emanuela Cortesi, nonostante sia molto impegnata - "Con la scrittura di brani originali, con i miei allievi del Conservatorio di Forlì e con la scuola di musica di Ravenna, con la stesura di un libro dove racconterò del viaggio che ho fatto grazie alla mia voce, con il prossimo tour per celebrare il quarantennale degli Stadio e con altri progetti, che rivelerò a tempo debito, perché un'artista deve sempre lasciare un velo di mistero sui suoi programmi", scherza lei - ha nella famiglia il suo faro: "Per me è fondamentale. E' indispensabile saper bilanciare la sfera familiare e quella professionale", spiega, "Un tempo chi faceva il mio lavoro difficilmente avrebbe potuto avere una famiglia. Però poi siamo tutti cresciuti, anche i grandi artisti sono diventati genitori, insegnandoci come la carriera e gli affetti possano convivere con serenità. Vi ricordate i figli di Joe Cocker, piccoli, nel backstage dei suoi tour?".

Che consiglio darebbe, Emanuela Cortesi, ai suoi colleghi più giovani che stiano progettando di tramutare la propria passione per la musica in professione? "Ai giovani manca esperienza e cultura. La prima la si accumula con gli anni, ma la seconda ce la si può procurare. A 16 anni avevo già vinto un Festival di Castrocaro e avevo già fatto Sanremo, ma sentivo che - proprio in virtù della mia giovane età - i miei interlocutori più grandi avrebbero potuto fare di me qualsiasi cosa, dal punto di vista artistico. E siccome a me non andava di essere manipolata in funzione delle richieste del mercato, ho preferito prendermi una pausa da quel mondo per studiare, approfondire, e tornare nell'ambiente più preparata e consapevole. E infatti, dopo questo percorso, per me è stato molto più semplice affermare la mia personalità e compiere le scelte giuste".

"I ragazzi, oggi, non hanno la percezione di quanto sia importante studiare, leggere le biografie dei grandi artisti per cercare di cogliere i loro segreti e migliorarsi", prosegue la Cortesi: "E' vero, adesso c'è il Web, che con un clic può proiettarti sul panorama mondiale: però un passaggio così rapido ti priva dell'esperienza, parte fondamentale del bagaglio di un artista. Ai giovani che vogliano fare il mio mestiere dico: è fondamentale che vi mettiate al servizio della canzone. Occorre protrarsi alla bellezza di un'arte che, però, non è la vostra. E' l'artista che deve essere al centro del palcoscenico, non voi, che pure - col vostro lavoro - sarete indispensabili al suo successo. Se patite la frustrazione di non essere voi sotto i riflettori e non riuscite a godere della bellezza della quale vi siete messi al servizio, pensateci. E prima ancora di prendere un microfono e uno strumento in mano, pensate a risolvere i problemi con le vostre ambizioni".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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