Super Bowl, una petizione chiede ai performer (Maroon 5, Travis Scott e Big Boi) di inginocchiarsi durante il loro set all’halftime show

Super Bowl, una petizione chiede ai performer (Maroon 5, Travis Scott e Big Boi) di inginocchiarsi durante il loro set all’halftime show

La prima petizione su larga scala a proposito del Super Bowl di questo 2019 risale allo scorso mese di novembre, quando circa 40mila persone, su Change.org, hanno fatto appello ai Maroon 5 - l’unica band annunciata, anche se per vie non ufficiali, tra i performer della finale del campionato della National Football League – perché declinassero l’offerta della lega di football americano di esibirsi nel corso dell’halftime show, in favore della protesta inaugurata dal quarterback Colin Kaepernick nell’estate di tre anni fa. Ora che il cartellone dell’evento televisivo più popolare d’Americana è stato ormai ufficializzato con la conferma, arrivata ieri dalla NFL, dei performer, la petizione lanciata mesi fa – che aveva ormai raccolto più di 80mila firme - ha cambiato obiettivo e chiede ora ai Maroon 5, a Travis Scott e a Big Boi di farsi essi stessi portavoce della protesta in prima linea, mettendo in scena la pratica del kneeling durante il loro set all’halftime show. 

“Non ho nulla contro la band”, ha dichiarato all’edizione statunitense di Billboard, riferendosi alla formazione di Adam Levine, il creatore della petizione e fondatore della piattaforma per la giustizia sociale Unstrippedvoice Vic Oyedeji, proseguendo: “Non si tratta di loro e si sono semplicemente trovati in un fuoco incrociato". Per poi concludere: "Sto dicendo che l'unico modo per loro per preservare la loro reputazione è mettersi in ginocchio durante il loro set per mostrare alle centinaia di milioni di persone che guardano la loro solidarietà con Colin Kaepernick e i giocatori che protestano contro la brutalità della polizia”.

La pratica del kneeling ha preso il via nell’estate 2016 per iniziativa di Kaepernick e consiste nell’atto di inginocchiarsi in campo durante l’esecuzione dell’inno americano in segno di protesta nei confronti delle discriminazioni che la comunità afroamericana d’America ancora subisce, in stretta correlazione con il movimento Black Lives Matter. La National Football League ha faticato non poco, quest’anno, a trovare degli artisti disposti ad andare in scena durante l’halftime show, dovendo fronteggiare i rifiuti di tutti coloro, per prima Rihanna, che hanno abbracciato la causa di Kaepernick.

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