R Kelly e le accuse di molestie sessuali, la figlia contro di lui scrive: "Vorrei che nessuno provasse il dolore che ho provato"

R Kelly e le accuse di molestie sessuali, la figlia contro di lui scrive: "Vorrei che nessuno provasse il dolore che ho provato"

La docu-serie ‘Surviving R. Kelly’ ha alzato il coperchio sulla pentola. Ora anche la figlia del 52enne musicista di Chicago ha rotto il suo silenzio e ha parlato schierandosi contro il padre. Per esprimere la propria opinione Buku Abi, il cui vero nome è Joann Lee Kelly, ha scelto di usare il suo account Instagram. In una parte del quale si legge:

"Voglio che si sappia che sto parlando col cuore, nulla di ciò che dico è fatto per ferire QUALCUNO. Alle persone sento di dover parlare apertamente di tutto ciò che sta succedendo in questo momento, voglio solo che capiate tutti quale devastazione provo in questo momento. Mi scuso per il mio silenzio."

Abi ha poi continuato spiegando che lei e il padre non hanno avuto una relazione negli ultimi anni, lo ha conosciuto solo quando vivevano insieme a sua madre, Andrea Lee.

"Chiunque mi conosca personalmente o mi abbia seguito negli anni sa che non ho una relazione con mio padre. Né che parlo per lui o per suo conto. Inoltre, non mi piace molto trattare dei miei problemi personali o delle esperienze personali sui social media, ma sento che le cose stanno iniziando a sfuggire di mano. Lo stesso mostro con cui mi state confrontando è mio padre. Sono ben consapevole di chi e di cosa sia. Sono cresciuta in quella casa. Passando attraverso tutto quello che ho vissuto nella mia vita, vorrei che nessuno provasse il dolore che ho provato. Promemoria di quanto sia terribile mio padre e di come dovremmo parlare contro di lui. Lo scorso anno è stato davvero difficile, tutto l'amore e il sostegno che tutti voi continuate a dimostrare è il motivo per cui continuiamo ad andare avanti."

All'inizio di questa settimana, anche la madre di Abi e l'ex moglie di Kelly, Andrea, ha pubblicato un messaggio su Instagram:

"Non voglio più mettere a tacere il mio dolore e l’abuso che ho subito perché il mio abusatore e il suo team legale minacciavano di venirmi contro se non avessi scelto saggiamente".

In ‘Surviving R. Kelly’ si ascoltano i resoconti di numerose donne che dichiarano di essere state vittime di violenza sessuale da parte del cantante. Kelly ha smentito le accuse di abuso sessuale, dicendo che non conosceva molte delle donne presenti nel documentario. La polizia in Georgia e a Chicago ha avviato un'indagine penale.

Un certo numero di musicisti si sono fatti avanti per scusarsi per aver lavorato con il cantante, tra questi Lady Gaga, Chance the Rapper e Phoenix. Phoenix, che ha suonato con R. Kelly sul palco del Coachella nel 2013, ha dichiarato:

"Siamo profondamente sconvolti dalle storie di abusi che coinvolgono R. Kelly. Ci dispiace di non essere stati più informati e più perspicaci quando abbiamo lavorato con lui. Sosteniamo pienamente tutte le vittime di abusi sessuali, la nostra speranza è che ci sia giustizia".

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