NEWS   |   Industria / 09/01/2019

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 35: il mestiere dell'artista (e i suoi diritti) secondo Tommaso Zanello (Piotta)

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 35: il mestiere dell'artista (e i suoi diritti) secondo Tommaso Zanello (Piotta)

Da ormai nove mesi a questa parte Osservatorio NUOVOIMAIE ha approfondito temi fondamentali per chiunque, oggi, abbia intenzione di intraprendere la carriera da musicista professionista. Accanto alle tecnicalità e agli aspetti pratici e burocratici che un artista deve saper trattare fuori dalle sale di ripresa o giù dai palchi, abbiamo scelto di provare a rovesciare la prospettiva, dando la parola a chi di musica ci vive, e da molto tempo.

Tommaso Zanello, meglio conosciuto con il nome d'arte di Piotta, non è solo l'MC che dai tempi dei Colle der Fomento ha fatto ballare anche chi il rap non lo apprezza particolarmente con hit come "Supercafone" e "La grande onda", ma anche uno degli osservatori più attenti e informati che oggi il panorama musicale italiano sappia offrire: artista atipico, poco incline ad arroccarsi sulla propria torre d'avorio creativa, Piotta ci ha spiegato a Osservatorio NUOVOIMAIE quale sia la sua prospettiva nel considerare quello che - oggi - può essere definito il mestiere dell'artista.

Mestiere, ci racconta Zanello, che oggi si trova ad affrontare "tantissime sfide, in parte del tutto nuove. Apparentemente la condivisione di così tanta musica potrebbe produrre effetti benefici, e forse lo farà o lo sta già facendo, ma ci vuole tempo. Serve il tempo tecnico per stare dietro con la tutela dei diritti all'evoluzione velocissima della tecnologia e del mercato che insegue. Penso - per dirne una - al ruolo oramai fantasma dei comprimari, dei turnisti, nonché degli autori, dei compositori e degli arrangiatori, all'interno della denominazione dei singoli file. Al momento le uniche scritte che appaiono sono il titolo e gli interpreti principali, e questo non è corretto".

La tecnologia, come quasi sempre accade, non è né nemica né alleata: "Ora è facile 'scoprire' cose che prima potevano essere taciute, persino dalle grandi compagnie", spiega il Piotta, "L'inserimento in una pubblicità, in un film, e così via. Conoscere in real time il successo di un brano. I numeri sono lì, sotto gli occhi di tutti. Bisogna poi vedere nella filiera quanti sono i passaggi e come si disperdono gli introiti. Meno passaggi ci sono e meglio è".

"A volte i giovani artisti sono preparatissimi su alcuni fronti, penso alla monetizzazione di YouTube per esempio o al discorso merchandising/product placement nei video, altre volte perdono di vista o sottovalutano aspetti diversi, magari più classici, ma altrettanto se non più remunerativi ancora", prosegue Zanello: "Ho deciso di aderire a NUOVOIMAIE alcuni anni fa. Ero già iscritto all'Imaie. Ne toccai con mano alcuni difetti e quando si trattò di ricominciare da zero con NUOVOIMAIE, nuovo non solo nell'aggettivo, mi sembrò giusto cercare di dare anche il mio contributo nel portare l'Istituto alla modernità e al ruolo che gli spetta nell'ambito musicale. Ci sono anche i colleghi del cinema, è chiaro, ma il mio know-how è mirato all'ambito musicale".

Ambito dove è fondamentale, secondo Piotta, sensibilizzare il pubblico sul rispetto dei diritti degli artisti: "E' un tema, questo, sul quale si ha il dovere di agire", spiega lui, "Sempre. Ogni luogo, ogni momento è buono, dal Festival di Sanremo al live nel piccolo club, da un'intervista a una chiacchierata informale tra colleghi". E anche la nuova normativa sul diritto d'autore votata dal parlamento europeo lo scorso autunno potrebbe "dare di più, come recitava quella famosa canzone, e lo dico soprattutto a nome dei tanti comprimari, dei compositori, e sul fronte connessi e su quelli d'autore. Su una canzone lavorano tante persone, troppo spesso se ne conosce solo l'interprete primario".

Cosa è cambiato, rispetto a quando Piotta esordì da cantante professionista, nella tutela dei diritti degli artisti? "L'argomento è più dibattuto", conclude Zanello, "C'è maggior confronto tra gli artisti ed il Web, anche se a volte crea confusioni e semplificazioni discutibili, alimenta tutto ciò. L'unico difetto è che, un po' come avviene in altri ambiti, tutti parlano di tutto, spesso senza conoscerne i fondamentali, o per partito preso pur facendo tutt'altro lavoro nella vita. E questo è poco rispettoso per chi della musica ha fatto la sua professione ed il suo core business".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.