Max Gazzé, a Roma l'anteprima del tour per i vent'anni di 'La favola di Adamo ed Eva'

Max Gazzé, a Roma l'anteprima del tour per i vent'anni di 'La favola di Adamo ed Eva'

"All'epoca, quando lo suonavamo dal vivo, era un disco molto rock", dice Max Gazzé. Il disco in questione è "La favola di Adamo ed Eva", il suo secondo album, di cui il cantautore romano ha deciso di festeggiare il ventennale con un tour nei club: un modo per tornare allo spirito degli anni '90, a quando Gazzé - all'epoca ancora poco noto al grande pubblico - suonava le sue canzoni sui palchi di piccoli circoli, come il Locale di vicolo del Fico (la fucina di quella che poi è stata ribattezzata "seconda scuola romana", che comprendeva anche i nomi di Daniele Silvestri, Niccolò Fabi e Riccardo Sinigallia). La tournée vera e propria partirà il 3 gennaio da Venaria Reale, in provincia di Torino: ad anticiparla (dopo una serie di concerti in giro per l'Europa, tra ottobre e novembre), tre anteprime ospitate dall'Auditorium Parco della Musica di Roma (ieri, 28 dicembre, il primo appuntamento - si replicherà stasera e domani).

Sul palco, il cantautore è affiancato da appena tre musicisti: al pianoforte e alle tastiere c'è Clemente Ferrari, alle chitarre Adriano Viterbini, alle percussioni Cristiano Micalizzi. La prima parte del concerto è interamente dedicata proprio a "La favola di Adamo ed Eva": "È stato un album molto importante, per me, perché ha fatto in modo che continuassi a fare dischi". Fu in effetti l'album che spalancò a Gazzé le porte del successo "pop", complice anche la partecipazione al Festival di Sanremo del 1999 con "Una musica può fare" (che finì nella riedizione del disco). Segnò anche l'inizio della collaborazione con il fratello Francesco, poeta e paroliere: "Con tutte quelle assonanze nei testi. E poi l'ironia...", ricorda Max. Non segue l'ordine esatto della tracklist, ma lo suona tutto: partendo dalla traccia "fantasma" "Etereo" (che chiude il disco) e arrivando a "Una musica può fare", passando per - tra le altre - "Vento d'estate" (nell'album la canta in duetto con Niccolò Fabi), "L'amore pensato", "Cara Valentina" e la canzone che dà il titolo all'intero disco.

A pensarci bene, "La favola di Adamo ed Eva" sintetizzava già nel 1998 tutte le caratteristiche dei successivi lavori di Gazzé: testi che strizzavano l'occhio alla filosofia, alla mitologia e alla religione ("L'origine del mondo", "Raduni ovali"), atmosfere un po' surreali e melodie orecchiabili (come quelle di "Vento d'estate", "Cara Valentina", "Una musica può fare" e la stessa "La favola di Adamo ed Eva"). Un mix che avrebbe poi contrassegnato album come "Max Gazzé" del 2000 (quello di "Il timido ubriaco"), "Tra l'aratro e la radio" del 2008, "Quindi?" del 2010, fino ad arrivare al più recente "Maximilian".

E non è un caso che Gazzé abbia deciso di proporre nella seconda parte del concerto una selezione di brani pescati proprio dai dischi citati: "Il timido ubriaco", "L'uomo più furbo", "Il solito sesso", "Ti sembra normale", "Mentre dormi", "La vita com'è", "Sotto casa" (con la platea che si ritrova a cantare e a ballare sotto il palco). Come per dimostrare che in quel 1998 era tutto già scritto.

SCALETTA:
"Etereo"
"Vento d'estate"
"Come si conviene"
"Raduni ovali"
"L'origine del mondo"
"L'amore pensato"
"Nel verde"
"Comunque vada"
"Due apparecchi cosmici per la trasformazione del cibo"
"Casi ciclici"
"Colloquium vitae"
"Autoironia"
"Cara Valentina"
"La favola di Adamo ed Eva"
"Una musica può fare"
"Il timido ubriaco"
"L'uomo più furbo"
"Il solito sesso"
"Ti sembra normale"
"Mentre dormi"
"L'amore non esiste"
"La vita com'è"
"Sotto casa"

Dall'archivio di Rockol - I Campioni del 68° Festival di Sanremo: Max Gazzè racconta "La leggenda di Cristalda e Pizzomunno"
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