Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 34: il mestiere dell'artista (e i suoi diritti) secondo Massimo Di Cataldo

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 34: il mestiere dell'artista (e i suoi diritti) secondo Massimo Di Cataldo

Da ormai nove mesi a questa parte Osservatorio NUOVOIMAIE ha approfondito temi fondamentali per chiunque, oggi, abbia intenzione di intraprendere la carriera da musicista professionista. Accanto alle tecnicalità e agli aspetti pratici e burocratici che un artista deve saper trattare fuori dalle sale di ripresa o giù dai palchi, abbiamo scelto di provare a rovesciare la prospettiva, dando la parola a chi di musica ci vive, e da molto tempo.

Massimo Di Cataldo, che questa sera, 31 dicembre, sarà di scena a Matera nel contesto delle celebrazioni per il Capodanno che saranno trasmesse in diretta da Rai Uno, è discograficamente attivo dal 1995 – anno di pubblicazione del suo album di debutto “Siamo nati liberi” – ma presente sulla scena della sua città, Roma, già da metà anni Ottanta: i problemi ai quali gli artisti devono fare fronte in questa delicata fase di evoluzione dell’industria musicale l’artista di “Crescendo” li conosce bene, quindi, per esperienza diretta. Esperienza che, come ha raccontato direttamente lui, non finisce mai: “In questo momento è più difficile avere un controllo sulla distribuzione poiché tutto è copiabile”, ha spiegato per Osservatorio NUOVOIMAIE Di Cataldo, “Tutto si può riprodurre e quindi la sfida è quella, attraverso le piattaforme legali, di rendere più facile il download per i fruitori. Questo per evitare che si scarichino contenuti in maniera illegale”.

La tecnologia, insomma, non è né un nemico né un alleato – “C’è un tentativo di tutela maggiore rispetto al passato, quando spesso certi dati in cartaceo si perdevano”, dice lui: “La tecnologia ci può aiutare, oggi basta un hashtag e tutti i contenuti con quel determinato codice vengono reperiti” – ma le giovani generazioni devono fare molta attenzione nel muoversi sullo scenario attuale: “Non credo che i giovani artisti abbiamo piena coscienza dei propri diritti. Ancora non tutti ce l’hanno, almeno. Penso a quando ero un ragazzo… non mi interessava di quelli che potevano essere i miei diritti, l’importante era arrivare a fare quello che volevo e a realizzare il mio sogno”.

NUOVOIMAIE è una chance per tutti gli artisti di vedere tutelati i diritti derivanti dallo sfruttamento di una loro opera”, ha spiegato Di Cataldo: “E’ di fondamentale importanza il fatto che siano gli stessi artisti a occuparsene e a partecipare alla vita dell’Istituto. Lavoriamo, insomma, per noi stessi e per tutti coloro che vorranno intraprendere il mestiere d’artista”. Mestiere, ci spiega lui, che merita un riconoscimento, sia da parte delle Istituzioni che da quella del pubblico: “E’ attraverso i media e soprattutto attraverso istituzioni e politica che si spera venga riconosciuto che il lavoro dell’artista è, appunto, un lavoro a tutti gli effetti, e a restituirgli quindi la dignità che merita”.

A proposito di risposte di politica e istituzioni, cosa pensa Di Cataldo della riforma del diritto d’autore recentemente approvata dal parlamento europeo? “Si può e si deve fare di più. Bisogna, insisto, impegnarci a far capire alle istituzioni che è necessario tutelare i diritti degli artisti”. Anche perché, oggi, la situazione è cambiata – in meglio – rispetto al passato: “All’inizio della mia carriera era tutto più difficile, anche per iscriversi alla SIAE dovevi sostenere un esame. E’ giusto che chi ha avuto un’idea, così come chi ha preso parte a un’opera sia audiovisiva che musicale veda nel tempo riconosciuti i suoi diritti. Adesso si cerca di fare più informazione e il NUOVOIMAIE è molto attivo sul fronte della divulgazione”.

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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