NEWS   |   Italia / 22/12/2018

Il 'Bis' di Claudio Baglioni, 'dirottatore artistico': 'Sanremo fotografa il presente'

Il 'Bis' di Claudio Baglioni, 'dirottatore artistico': 'Sanremo fotografa il presente'

Quest’anno Claudio Baglioni si definisce “dirottatore artistico”. Voleva prendere la barca del Festival e portarla da un’altra parte: si spiega così il cast  vario di proposte tra i 24 artisti che canteranno all’Ariston a febbraio  con una quota maggiore di post-indie e rap. Il cantautore romano spiega così il suo Sanremo 2019: “Quando mi hanno chiesto di rifare il Festival, ho pensato alla parola ‘bis’, che significa due volte, ma anche ‘in doppio modo’. Volevo fare ma anche rifare il Festival, ripensarlo. Ho cercato di pensare a questa rassegna non come a una retroguardia, ma come uno spazio per riprendere qualcosa che funziona già fuori di qua, e che anticipi i successi successivi”.
Baglioni spiega che è anche cambiato l’atteggiamento degli artisti, nei confronti del Festival:  “Il direttore è diventato più recettore, quest’anno. Quando si diventa veterani si tende un po’ a ritirarsi, a guardare da lontano, ma il Festival mi ha insegnato ad immergermi nel grande mare della musica contemporanea. Ho sicuramente percepito un’apertura di credito da parte degli artisti verso il Festival, e anche l’accettazione che sia un concorso, una gara, uno spettacolo”. 

Baglioni non anticipa nulla né di chi lo accompagnerà sul palco, né sugli ospiti - ci sarà una conferenza stampa apposita a gennaio - ma anticipa qualcosa sulle canzoni: “Non ho mai capito quale sia la ‘canzone sanremese’, e mi fa un po’ sensazione pensare che sia immobile da 69 anni. Ne abbiamo ascoltate tante, e non c’è sembrato che ci fosse qualcosa di già sentito. Il pop è l’unica musica veramente in evoluzione. In tutte le sue discipline, dal rock alla trap, è in movimento, ed è rappresentata qui. Nelle canzoni c’è un tema comune, un’esigenza condivisa di rivolgersi al proprio passato e al proprio futuro, forse per l’incertezza del presente. Molti artisti in gara portano nelle loro canzoni questa sensazione, quella di una generazione che non è ancora entrata nel tempo, che non si afferra mai. C’è grande vitalità e ci sono proposte molto sofisticate”.  
Quanto al contorno del cast principale dice: "Voglio fare un Festival della canzone italiana, popolar-nazionale, e questo anche vale per gli ospiti: non escludo che ci siano ospiti stranieri, ma vorrei che viene qua pensi al pubblico, non a fare un francobollo promozionale. Vorrei che fosse un festival cantato in italiano”.

Baglioni e il vicedirettore di Rai1 Fasulo difendono anche l’esperimento Sanremo Giovani, che nella seconda serata è calato all’11,49% di share: “Cerchiamo un ascolto attento e fidelizzato, piuttosto che alto. Ho chiesto di dare più visibilità ai giovani, e ho pensato che spacchettare i giovani dalla competizione principale, e seguirli anche dopo Sanremo Giovani, fosse un modo migliore per dare loro spazio”.

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