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NEWS   |   Metal / 21/12/2018

Slayer: il ricordo di Gary Holt del padre defunto

Slayer: il ricordo di Gary Holt del padre defunto

Vi abbiamo riportato qualche giorno fa di come il chitarrista degli Slayer Gary Holt abbia preso la decisione di abbandonare il tour della propria band in corso per tornare a casa e stare vicino al padre, gravemente malato, negli ultimi giorni di vita.

Purtroppo Billie Charles Holt ha perso la propria battaglia lunedì sera e il figlio Gary l’ha ricordato pubblicamente con due post su Instagram:

“Oggi ho perso il mio eroe, il più grande uomo che io abbia mai conosciuto e che mai potrò conoscere. Billie Charles Holt è morto questa sera fra l’affetto dei propri cari sapendo di essere amato e rispettato più di chiunque altro. Lui era un dio fra gli uomini, mi ha insegnato tutto ciò di cui avessi bisogno per essere un uomo. Lezioni che hanno avuto bisogno di molto tempo da parte mia per essere comprese veramente. Ha costruito la nostra casa di famiglia e pavimentato il marciapiede davanti a casa quando era solo polvere. La sua era vera grandezza. Gli ho servito il suo ultimo pasto, mi ha chiesto di lasciarlo riposare e non si è più svegliato. Ti voglio bene, papà. Sono a pezzi e in questo momento non vedo via d’uscita. Ma non soffre più, adesso. Grazie a tutti quelli che mi hanno inviato i propri pensieri e gli auguri in questo periodo difficile. Grazie a Phil Demmel per avermi permesso di godere di uno degli ultimi giorni “buoni” che mio padre abbia avuto insieme alle mie figlie. Grazie ai miei compagni di entrambe le band che mi hanno guardato le spalle tutti i giorni. Grazie alla mia famiglia. Mi sento vuoto e perso. Grazie a mia moglie per avermi impedito di implodere. Un super ringraziamento a mia nipote Ashley, sei stato il più grande regalo per la cura e il comfort di tuo nonno. Papà, proverò a mantenere vivi i tuoi standard in tutti i modi. 6 luglio 1933 – 17 dicembre 2018. Ti vorrò per sempre bene. Anche se in questo momento fa molto male.”

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Today I lost my hero, the greatest man I’ve ever known or will know. Billie Charles Holt passed away this evening, with my mom and all his kids present, knowing he was loved and respected more than anyone. This man was a god among men, he taught me everything I ever needed to know about being a MAN. Lessons that took a long time for me to realize the truth behind them all.He built the family home by hand and paved the sidewalk of my street when it was just dirt. True greatness.I fed him his last meal, he wanted to rest, and passed in his sleep later.I love you dad. I’m broken. What feels like beyond repair at this moment. But he’s no longer in pain. Thank you to all who ever sent me positive vibes and whoever wished me well during this trying time. Thank you @demmelitionmh for aiding me to get home to enjoy what was one of his last “good” days he had, that and the day he had with my daughters. Thank you to my band mates in both bands who had my back in every way. Thanks to my brothers and my sister and entire family for bringing strength in this family unit.This is shattering. I feel empty and lost. @lisaholt777 thank you for keeping me from imploding. Super thanks to my niece Ashley , you were the single greatest gift to your grandfathers care and comfort.Dad, I’ll try to live up to your standards in every way. July 6,1933-December 17,2018. Love you forever.This hurts so much

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Il secondo ricordo, postato qualche ora fa sul social network dal chitarrista degli Slayer, è un ritratto di famiglia scattato dopo un concerto della propria band ad Oakland del 1989:

“Mio padre, mia madre, mio fratello John ed io dopo un nostro show del 1989 ad Oakland durante l’Headbangers Ball Tour. Mio padre era veramente orgoglioso di me, amava guardarmi da lontano e un paio di volte mi ha vitsto anche dal vivo. Mi manca tanto e ogni tanto onde di dolore mi colpiscono duramente. Sto faticando. Ma devo ricordare come lui abbia vissuto una vita piena, libera e con tanto affetto. E nell’ultimo periodo ha sofferto molto, il fatto che non soffra più è comunque un sollievo. Che uomo che era! Che vita ha vissuto, dagli inizi in povertà fino a crescere sei figli, quattro dei quali dal primo matrimonio della moglie, ma che lui ha cresciuto come se fossero propri. Non ricordo che età avessi quando chiesi per la prima volta come mai avessimo dei cognomi diversi. Un gigante, più che un uomo. Mi ha insegnato tanto, tante perle di saggezza che mi ha regalato. Sono colpito duramente, ma andrò oltre a tutto questo. Farò in modo di non far mancare niente a mia madre. La famiglia prima di ogni altra cosa. Ma il capofamiglia se n’è andato, siamo senza timone adesso. Grazie per le belle parole, sono veramente colpito. Siete miei amici, non importa se ci consociamo di persona o no. So che dicono che la vita va avanti, devo andare oltre questi giorni e scoprire cosa mi aspetti nel futuro. Grazie a tutti.”

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