Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 33: il mestiere dell'artista (e i suoi diritti) secondo Daniele Bengi Benati (Ridillo)

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 33: il mestiere dell'artista (e i suoi diritti) secondo Daniele Bengi Benati (Ridillo)

Da ormai otto mesi a questa parte Osservatorio NUOVOIMAIE ha approfondito temi fondamentali per chiunque, oggi, abbia intenzione di intraprendere la carriera da musicista professionista. Accanto alle tecnicalità e agli aspetti pratici e burocratici che un artista deve saper trattare fuori dalle sale di ripresa o giù dai palchi, abbiamo scelto di provare a rovesciare la prospettiva, dando la parola a chi di musica ci vive, e da molto tempo.

Daniele Bengi Benati - uno dei delegati del settore musica di NUOVOIMAIE - l'abbiamo conosciuto a inizio anni Novanta come voce e chitarra dei Ridillo: accanto alla carriera con la sua band, l'artista mantovano ha saputo affiancare una solida carriera solista sia come cantante che come produttore e autore, attivo tanto in studio a fianco di colleghi come Mirko Casadei e Montefiori Cocktail quanto davanti alle consolle delle cabine di regia nel realizzare sigle e colonne sonore per alcuni dei programmi televisivi più seguiti. Non c'è bisogno di dire, quindi, quanto i temi legati ai diritti degli artisti Benati li conosca bene.

"La battaglia per i diritti sulla musica liquida e sul digitale è uno dei punti di partenza di NUOVOIMAIE per il 2019", racconta lui: "Tutti sappiamo quanto sia importante, perché in corrispondenza al calo del mercato fisico - specie per le produzioni più nuove - il digitale sia il segmento di fruizione più frequentato dal pubblico".

Sia chiaro, la tecnologia è dalla parte di Artisti, Interpreti ed Esecutori, perché come conferma Benati, "i diritti oggi sono più tutelati: YouTube, in particolare, è molto attento all'attribuzione dei contenuti caricati sulla propria piattaforma. In generale, la tracciabilità delle opere presso le realtà digitali crea sicuramente una possibilità in più per evitare furti di brani: più dati esistono riguardo un master e un'opera meglio è per tutti". Tuttavia sia il dibattito venuto a crearsi sulla riforma del copyright approvata dal parlamento UE - "Rispetto all'articolo 13 della riforma europea del copyright c'è una campagna di YouTube che non fa molta chiarezza in merito", spiega Benati, "più riusciamo a essere chiari sull'argomento, sconfessando i video dei teenager che lamentano il fatto che con la riforma sarà impossibile caricare i propri lavori sulle piattaforme di media sharing, meglio è, perché la prospettiva non è quella della repressione, ma di essere tutelati ancora di più rispetto al passato" - sia la scarsa consapevolezza da parte degli artisti più giovani - "NUOVOIMAIE sicuramente deve continuare, anche con strumenti nuovi come i social network, a individuare il linguaggio dei giovani perché siano informati il più possibile, sicuramente più di quanto non lo siano ora" - impone a chi, come lui, si occupi di tutela dei diritti degli artisti di non abbassare la guardia, anche se la situazione italiana, tutto sommato, è più rosea di quanto si possa pensare: "Lavorando da 15 anni nel settore della library music a livello internazionale ho notato come negli USA, per esempio, la gestione dei diritti connessi sia molto più indietro rispetto all'Italia e all'Europa in generale. Noi siamo ben posizionati, ma come dice il nostro presidente Micciché più riusciamo a fare meglio è: oggi come oggi, gli Artisti Interpreti ed Esecutori prendono ancora poco - in termini di diritti - rispetto agli Autori. Il diritto connesso è ancora troppo basso, in questa proporzione".

Delegato nell'assemblea di un Istituto che - sottolinea - "rappresenta una garanzia di trasparenza e legalità: ancora oggi sto imparando tanto, e credo che ci sia ancora tanto da comunicare alla comunità degli artisti" - Benati ha un consiglio da dare a chi, come lui, voglia fare della propria passione un vero e proprio lavoro: "Un musicista, a inizio carriera, è solo interessato a realizzare il suo progetto discografico, e tende a informarsi poco - specie vent'anni fa, quando ho iniziato io. Oggi è tutto molto diverso: lavorare nel settore musicale per tanti anni mi ha permesso di imparare. Come produttore di tanti artisti, sono io il primo a informare chi collabora con me - specie se giovane - sui diritti che spettano ad Autori, Interpreti ed Esecutori".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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