NEWS   |   Industria / 17/12/2018

Manovra di bilancio 2019, i concerti esclusi dal bonus cultura. Le reazioni

Manovra di bilancio 2019, i concerti esclusi dal bonus cultura. Le reazioni

I biglietti per gli spettacoli di musica popolare contemporanea dal vivo non potranno essere più acquistati grazie al bonus istituito due anni fa a beneficio dei diciottenni, ai quali attraverso la piattaforma 18app viene concesso di spendere una cifra pari a 500 euro in libri, cinema, musica, eventi culturali,  musei, monumenti e parchi, teatro e danza, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera: a riferirlo è il sito di RaiNews, secondo il quale la possibilità di spendere il bonus in musica dal vivo e spettacoli cinematografici sarebbe stata cancellata nel corso del vertice notturno col quale il governo ha definito i dettagli della manovra di bilancio da presentare alla commissione europea.

A poco più di un anno alla sua attivazione, il bonus cultura aveva fatto registrare ottimi risultati in termini di richieste di acquisti di biglietti per concerti rock, pop e hip hop di musica italiana e internazionale: la destinazione "musica" del bonus alla fine del 2017 rappresentava il 10% del totale dei fondi stanziati, per un totale di 14.527.745 euro spesi tra botteghini e prevendite online. TicketOne, in particolare, stimò di aver staccato oltre 240mila biglietti con il sistema 18app, per un totale di 10 milioni di euro: con una spesa media per biglietto pari a 40 euro, i concerti più seguiti dai neomaggiorenni grazie al bonus cultura sono stati quelli di Tiziano Ferro, Ligabue, Caparezza, Marracash, Gué Pequeno e Fabri Fibra, mentre quelli preferiti dagli insegnanti - anche loro tra i beneficiari del bonus - si sono rivelati Jovanotti, lo stesso Caparezza, Roger Waters (nella foto) e Ennio Morricone.

L'importanza del bonus cultura per il comparto della musica dal vivo era stato sottolineato anche dal presidente di Assomusica Vincenzo Spera nel corso un'audizione in commissione Istruzione al Senato alla metà dello scorso mese di ottobre.

"Se confermata, [l'esclusione dei concerti da bonus cultura] sarebbe una decisione che va nel senso opposto di quanto auspicato anche dallo stesso Governo solo pochi giorni fa rispetto ad una misura che ha visto, nel 2017, un enorme successo tra i giovani, consentendo a molti di loro di accedere non solo a libri, ma a concerti, cinema e musica registrata in tutte le sue forme", si legge in una nota diffusa da Confindustria Cultura: "Solo fino a giugno 2018 i giovani avevano speso 71,9 milioni di euro in libri, 13,7 milioni in musica registrata e oltre 11,5 in concerti più 9,6 milioni in biglietti per il cinema. Non possiamo credere che un Governo possa veramente immaginare una politica che riduca gli interventi per la cultura dei giovani".

 

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