NEWS   |   Recensioni concerti / 17/12/2018

Salmo si prende i palasport, restando fedele alla (sua) linea: il racconto dell'anteprima del 'Playlist tour' - FOTOGALLERY

Salmo si prende i palasport, restando fedele alla (sua) linea: il racconto dell'anteprima del 'Playlist tour' - FOTOGALLERY

Negli ultimi anni Salmo si è reso protagonista di un'ascesa notevole che disco dopo disco e tour dopo tour gli ha permesso di diventare di fatto il nome di punta della scena, come confermato anche dal successo del suo ultimo album, "Playlist". Ora il rapper di Olbia arriva nei palasport, dopo le discoteche, i club e le arene all'aperto. E lo fa non con uno spettacolo organizzato alla buona solo per poter fare lo spaccone e dire: "Ho suonato nei palasport", ma con uno show pensato appositamente per essere all'altezza di questi spazi. Ha debuttato ufficialmente ieri sera al Palazzo dello Sport di Roma (anticipato dalla data zero di giovedì scorso a Vigevano), mentre sabato 22 sarà al Forum di Assago: si tratta delle due anteprime del tour vero e proprio, il "Playlist tour 2019", che partirà a marzo.

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Il concerto è curato come uno spettacolo teatrale, con uno storyboard ben definito: racconta una storia che si svolge nell'arco di ventiquattro ore, una giornata. Non solo con le canzoni, ma anche attraverso la scenografia e lo schermo sullo sfondo del palco: è uno scenario urban che vede Salmo e i suoi musicisti esibirsi sul tetto di un palazzo con alle spalle lo skyline di una grande metropoli e le insegne illuminate: con lui ci sono Dj Slait alla console, Jacopo Volpe alla batteria, l'ex Linea 77 Dade al basso, Marco Azara alla chitarra e Frenetik ai sintetizzatori e alla seconda chitarra. Il colore del cielo cambia a seconda delle fasi del giorno, che corrispondono ai blocchi che costituiscono la scaletta. È in piena notte che comincia lo spettacolo: "Prego sedetevi comodi / sta cominciando lo show", urla lui nel ritornello di "90 min", il pezzo perfetto per aprire le danze. I ritmi sono martellanti, i suoni micidiali: "Mic taser", "Stai zitto", Salmo porta sul palco del palazzetto dello sport della Capitale il suo stile. Un rap duro, crudo, puro, ma aperto anche ai suoni più elettronici che oggi vanno per la maggiore ("Ricchi e morti", "Perdonami").

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Su "L'alba" il cielo comincia a tingersi di rosa e anche i suoni si fanno più morbidi: "Ma stai bene? hai mai visto un'alba così?", domanda Salmo, cantando, al pubblico. Il sole risplende sui finestroni dei grattacieli: è tutto così reale che si ha l'impressione di essere dentro lo schermo, di essere davvero sul tetto di quel palazzo. Salmo approfitta per riservare un omaggio alle vittime della tragedia di Corinaldo della scorsa settimana: "Chi viene ai miei concerti sa che non sono un grande chiacchierone", dice, "oggi sono tutti opinionistigram. Io penso che la cosa più giusta da fare sia un sacrosanto minuto di silenzio". Il pubblico lo rispetta, dal primo al sessantesimo secondo. Il tributo non arriva in un momento qualunque del concerto, ma prima di "Cabriolet", duetto (virtuale) con Sfera Ebbasta, che quella sera avrebbe dovuto esibirsi nella discoteca in provincia di Ancona. Qualche minuto più tardi, dal palco, inviterà i ragazzi del parterre a mandare un segnale ai tanti "opinionistigram" che negli scorsi si sono espressi sulla tragedia, spesso senza cognizione di causa: "Dicono che la nostra generazione non manda messaggi positivi. Dividetevi in due parti. Normalmente si fa il 'wall of death': ci si schiaccia. Invece noi faremo il wall of love. Al mio segnale non dovete sbattervi, ma abbracciarvi. Così lo mettiamo nel culo a tutti". Riprenderà a cantare solo dopo essersi assicurato che nessuno si è fatto male.

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Su "PXM" Salmo viene raggiunto a sorpresa sul palco da Asia Argento, che non sembra essersela presa affatto per i versi che il rapper le ha dedicato: "Se penso ad Asia Argento sono ricco dentro / perché manco se mi paga glielo ficco dentro". L'attrice si presenta con una valigetta piena di soldi: "Io ho proposto a questo ragazzo 20k per ficcarmelo dentro. Voi accettereste?", scherza. Su "Russel Crowe" arriva finalmente il giorno e la città comincia a muoversi, ad animarsi. Ma il cielo non è sereno: ci sono nuvole all'orizzonte e dopo pochi secondi la pioggia comincia ad abbattersi sulla città. "Ma dai, non può piovere per sempre", ironizza Salmo in "S.A.L.M.O.". Nel primo pomeriggio s'alza pure un brutto vento: c'è aria di tempesta. Ma dura poco: dopo "Ora che fai?" a sorpresa il cielo si apre e la luce tinge di arancione i tetti dei palazzi.

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La pioggia torna a bagnare la città quando il sole sta ormai per tramontare. Lo scenario è apocalittico: il cielo rosso fuoco sullo sfondo e la pioggia battente. È uno dei momenti più intimisti e riflessivi del concerto: "Vorrei dirti che un giorno ci prenderemo tutto / ma con le lacrime agli occhi devo svelare il trucco / qui non abbiamo amici, se resti fuori impari / sono i diamanti, dici, a farci solitari?", riflette Salmo quasi tra sé e sé. Prima del finale, il rapper e i suoi musicisti si spostano in un ideale club notturno per un dj set elettronico che comprende anche "Killer game" (con Gemitaiz) e "Estate dimmerda" (il singolo uscito lo scorso anno ma non finito all'interno di "Playlist"). Il duetto con Nitro su "Dispovery channel" anticipa le tre mine che chiudono il concerto: "Sparare alla luna" insieme a Coez, che qui sfodera uno dei suoi ritornelli letali ("Ritornerò ritornellaro", cantava d'altronde in una canzone, qualche anno fa - alla fine del pezzo gli agenti della DEA si calano da un elicottero e "uccidono" i due rapper, proprio come nella serie che ha ispirato il video del singolo), "1984" e "Il cielo nella stanza", con il pubblico che alla fine si alza in piedi in un trionfo di applausi a urlare il nome di Salmo.

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Esiste una classifica dei migliori rapper italiani? Quale criteri bisognerebbe seguire per stilarla? E avrebbe senso? Probabilmente no, perché il rap è un genere che si basa sul continuo confronto tra gli mc e la classifica cambierebbe di minuto in minuto: il primo di oggi sarebbe il secondo di domani, e così via. Però se in questo preciso momento, alla fine del 2018, dovessimo stilare una classifica del genere, non potremmo che mettere Salmo al primo posto. "Oggi gioco in Champions League", dice lui, e ha ragione: non solo per il successo di "Playlist", ma anche perché è forse la prima volta che per un rapper "puro", vero, viene organizzata una produzione del genere, così importante e sofisticata. È il coronamento di un percorso lungo vent'anni, costruito raggiungendo tanti piccoli traguardi uno dietro l'altro. Restando sempre fedele alla (sua) linea.

di Mattia Marzi

SCALETTA: "90 min"
"Mic taser"
"Stai zitto"
"Ricchi e morti"
"Giuda"
"Io sono qui"
"Perdonami"
"L'alba"
"Cabriolet"
"Tiè"
"Pxm" (con Asia Argento)
"Russel Crowe"
"S.A.L.M.O."
"Papparapà"
"Ora che fai?"
"Disobey"
"Lunedì"
Dj Set: "Ho paura di uscire/K-Hole remix/Esagero/Venice Beach/La prima volta/Killer game/Estate dimmerda/Mob" (con Gemitaiz)
"Dispovery channel" (con Nitro)
"Sparare alla luna" (con Coez)
"1984"
"Il cielo nella stanza"

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