NEWS   |   Industria / 14/12/2018

X Factor, il “percorso” accidentato dell’edizione 2018. Che succederà nel 2019?

X Factor, il “percorso” accidentato dell’edizione 2018. Che succederà nel 2019?

E’ stata una strana edizione, quella di X Factor 2018.
Vinta da Anastasio, come vi abbiamo raccontato. Una bella finale, davvero spettacolare, con super show e musica live, al Forum di Assago. Ma la fine conta fino ad un certo punto, ad X Factor. Conta il “percorso”.
Se avete visto il programma, sapete che questa parola viene ripetuta allo sfinimento dai giudici per valutare e commentare quello che succede e valutare i concorrenti. Anche nella finale, abbiamo perso il conto delle volte che è stata detta la parola "percorso". 

Proviamo, allora, ad applicare lo stesso metro di giudizio al programma: qual è stato, il “percorso” di X Factor nel 2018?

Particolarmente tortuoso, dalla storia di Asia Argento cacciata dalla giuria (sulla base di accuse di molestie sessuali poi rivelatesi largamente dubbiose), all’arrivo di Lodo Guenzi, all’addio di Manuel Agnelli, annunciato in diretta TV, dopo che la semifinale aveva visto l’eliminazione della sua concorrente più forte, Martina.
Si aveva avuto l’impressione che il format fosse stanco già nel 2017. Nel 2018 la stessa sensazione è stata confermata. La finale resta qualcosa di unico: una via di mezzo tra un concerto e il resto di X Factor, ina delle cose più spettacolari che che si possono vedere in TV. Ma il resto del programma segue una formula consolidata che dopo 12 edizioni (7 targate Sky) mostra davvero la corda.

Cosa succederà nel 2019? Agnelli non ci sarà. Fedez ha chiuso la finale con un discorso commosso che sapeva di commiato.  Guenzi probabilmente non verrà riconfermato e Mara non si espone ma - probabilmente - rimane a disposizione. Cattelan per il momento è l’unica certezza: ci sarà anche nel 2019.  E’ scaduto il contratto tra Sky e Fremantle (che detiene i diritti del format), ma le parti hanno informato di essere “in fase avanzata di discussione”. Il futuro non è scritto, insomma.
Intanto, alcune note sul “percorso” di questa edizione 2018.

I GIUDICI
Il punto di svolta di X Factor è stata la perdita di Asia Argento, che nelle audizioni si era dimostrata perfetta: musicalmente competente, aggressiva il giusto, telegenica. Il sostituto Lodo Guenzi ha dovuto indossare scarpe troppo grandi, e non ha mai trovato la sua dimensione: buonista (“Ti voglio bene”, la sua frase più ripetuta) e logorroico (anzi “Lodorroico”). Fedez è stato svogliato per metà programma, e si è risvegliato e motivato solo  verso la fine quando ha trovato il “percorso” giusto per la sua Naomi, reinventata come rapper dopo un inizio da cantante urlatrice. Agnelli ha fatto quello che ha potuto con una categoria, le under donne, lontana dalle sue corde: solo alla fine si è incazzato davvero, quando è stata eliminata Martina, privata della finale. Mara è, al solito, l’unica certezza: battute fulminanti e un sano e divertente realismo pragmatico.

IL LINGUAGGIO 
“Spaccare i culi”, “Figata”, “percorso” (appunto), “Potente”, “Mangiarsi il palco”: X Factor è, nel lessico, una macchina autoreferenziale costruita sulla ripetizione all’infinito di espressioni enfatiche.  Se dovete leggere una cosa, e una cosa soltanto sul talent è questa: “Il vocabolario di X Factor. nuova edizione – 2018” di Paolo Madeddu.
Alla fine, uno potrebbe crederci davvero, che i concorrenti sono “potenti” e “si mangiano il palco” e che tutto è una figata... O forse no.

I CONCORRENTI
Invece a X Factor non è necessariamente tutto una figata. E’ un programma TV, una macchina per esaltare musica talvolta buona, ma più discreta o mediocre.
Il livello musicale di quest’anno era più alto rispetto al 2017, com almeno due concorrenti potenzialmemente interessanti: Anastasio e Martina. Il primo, un rapper-cantautore che ricorda Ultimo. La seconda una cantautrice con una vena di stranezza, che però si è persa verso la fine, tanto da non arrivare alla finale. Bravi i Bowland, affascinanti, con un proprio preciso sound, ma troppo particolare per il pubblico mainstream della TV: che siano arrivati alla finale è già molto. Poi tanta tecnica (quella di Luna e Naomi, per esempio), ma anche tante cose già sentite. 
Ma fatevi questa domanda: quali di questi cantanti ascoltereste davvero, fuori da X Factor e dalla TV, senza le mega-scenografie?
I singoli inediti sono andati meglio dell’anno scorso: il vincitore Anastasio è andato al numero 1 della classifica, cosa che non succedeva da anni ai concorrenti di X Factor, e che non era riuscita neanche ai Maneskin nel 2017. Ma Naomi, che ha lottato per la vittoria finale fino all'ultimo, non è mai entrata nei primi 100 della classifica. Gli altri, discreti risultati la prima settimana, poi praticamente spariti.
Il bello comincia adesso, quando i cantanti non avranno più le spalle coperte dallo spettacolo show,.

LO SHOW (E LA FINALE)
Si è sentita l’assenza della direzione artistica di Tommassini e delle sue iperboli visive (familiarmente dette “le tommassinate”). Le sue scenografie avevano la tendenza a prendere il sopravvento su tutto, ma erano spettacolari. Simone Ferrari, il sostituto, aveva promesso di rispettare canzoni e cantanti, ma ha fatto fatica a trovare una sua personalità e a dare un'identità spettacolare nuova a questa edizione. Da un lato, mega scenografie o messe in scena eccessive e senza un vero perché - ne ricordiamo alcune: una cover di “Think" ambientata tra i panni stesi delle strade di Napoli, un pavimento d’acqua per tutta la prima manche della semifinale, per legarsi al tema della salvaguardia del mare - o ancora Martina che canta pattinando. Dall’altro lato soluzioni molto didascaliche rispetto alla canzone (Pianeti appesi al soffitto per la cover di "Pianeti" di Ultimo, o la classe di ragazzi per "Another brick in the wall”). Ferrari e il suo team si sono riscattati con una bella finale, con un palco enorme fatto di pedane semoventi davvero efficaci. Un grande show: se X Factor fosse tutto così...

IL GIUDIZIO COMPLESSIVO
Il risultato complessivo di X Factor 2018 è la sommatoria di questi vari elementi. Giuria con poca chimica - linguaggio enfatico e stereotipato + livello discreto dei concorrenti - show senza personalità + finale spettacolare = stagione stanca. Per il futuro di X Factor speriamo in una nuova giuria che sia degna di questo nome, e in un rinnovamento del format. 

(gs)

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