NEWS   |   Pop/Rock / 13/12/2018

“Springsteen on Broadway”, le domande senza risposta su Bruce

“Springsteen on Broadway”, le domande senza risposta su Bruce

“Only the Boss knows”: ha riassunto tutto perfettamente Nils Lofgren, su Twitter: il chitarrista stava rispondendo ad un fan che chiedeva conferma del ritorno di Bruce Springsteen con un nuovo album e con un tour con la E Street Band,  in un’intervista pubblicata dal Sunday Times.

Intanto, esce “Springsteen on Broadway” e un doppio CD domani, previsto per domani 14 dicembre (e il 16 in versione video): è la testimonianza dello spettacolo che è andato avanti per oltre un anno al Walter Kerr Theater di New York  (che abbiamo visto in prima persona, e di cui abbiamo raccontato la storia qui). Uno show in cui il Boss si mette a nudo, oltre che cantare versioni essenziali e stupende delle sue canzoni. Nelle due ore e mezza di monologhi, Springsteen on Broadway risponde a molte domande sul Boss, ma ne lascia altrettante senza risposta. 
Ne abbiamo scelte 5. Le risposte? Le sa solo il Boss…

 Come sta Bruce, ora?
La domanda più grossa, e quella a cui non c’è risposta: “Springsteen on Broadway” (e l’autobiografia) sono una lunga seduta di autoanalisi e di terapia, il punto di arrivo di una lunga lotta contro la depressione. Bruce dice di avere avuto anni terribili quando ha superato i 60. Ora si avvicina alla soglia dei 70, e negli ultimi tempi si è contemporaneamente tenuto iper impegnato (“E’ la prima volta che lavoro 5 giorni a settimana”, dice dello spettacolo) e si è messo a nudo. Ma come stia davvero, lo sa sa solo lui. La musica, però, continua ad essere di altissimo livello.

Quali sono i suoi prossimi piani?
L’intervista al Sunday Times dice che Bruce tornerà al suo “lavoro ordinario”, un disco solista o presunto tale, di cui si parla da molto tempo -, e poi un tour. Bruce ha poi smentito un tour nel 2019 e con la E Street Band, come sosteneva il pezzo.
La tempistica dei puoi prossimi passi è tutt’altro che chiara, e molto fluida, come ci insegna il passato recente. Lo spettacolo di Broadway doveva durare poche settimane, è stato esteso per più di un anno. L’unica cosa certa è che arriverà un nuovo disco: nel comunicato, Springsteen dice di avere lavorato a “various recordings”.

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Il prossimo disco solista come sarà?
Già, ma in cosa consistono queste “varie registrazioni”: “Un disco da cantautore, definiamolo così in assenza di un termine migliore”: è il virgolettato di Bruce, sempre nella stessa intervista al Sunday Times. Di quello che ha fatto negli ultimi tempi, "Springsteen On Broadway" non fa cenno: si ferma alla fine dell’autobiografia, al ritorno a quel gigantesco albero di fronte alla vecchia chiesa che non c’è più fisicamente, ma che è ancora lì, con le sue radici simboliche.
A questo disco Bruce sta lavorando da anni, si diceva fosse pronto da tempo. Ma è stato rivisto, alla luce degli ultimi due anni di politica americana? In che forma uscirà?

Qual è il futuro della E Street Band?
Da una decina di anni ogni tour della E Street Band, si dice che è l’ultimo, che è quello dell’addio. Poi puntualmente ne arriva un altro. Quando abbiamo incontrato Springsteen a Londra, due anni fa, per la presentazione della biografia, disse apertamente che non vedeva ragione di smettere con gli show da quattro ore. Però in Springsteen on Broadway parla dei membri scomparsi della band, della sua storia. E quelli attuali sanno che devono vivere la loro vita: Little Steven è in tour da solista da più di un anno, ha un altro disco pronto. Lofgren pure. Sanno che al momento la band non ha piani, ma può sempre arrivare quella chiamata, da un momento all’altro.

Che cosa succederà alle ristampe?
Qualche tempo fa, un attacco di hacker nordcoreani ai server della Sony fece finire in rete molti document, tra cui la bozza di accordo di rinnovo del contratto tra il Boss e la casa discografica. Erano previste ristampe estese di “Nebraska” e “Born in the U.S.A.”, sul modello di quelle per “Darkness on the edge of town” e “The river”. Nel frattempo però l’abbiversario di “Nebraska”, uscito  nel 1982, è passato. Nel 2019 c’è il 35° di BitUSA, ma si perderebbe l’ordine cronologico. Ipotizziamo: una mega-ristampa cumulativa dei due dischi entro la fine dell’anno? In fin dei conti sono tra loro strettamente collegati e registrati praticamente in contemporanea, pur essendo l’uno l’opposto musicale dell’altro.

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