Secondary ticketing: così lo si combatte negli USA, in Gran Bretagna e in Australia. E in Italia?

Secondary ticketing: così lo si combatte negli USA, in Gran Bretagna e in Australia. E in Italia?

Problema globale che ormai da anni imperversa laddove trovi un mercato se non fiorente almeno in buona salute ove attecchire, il secondary ticketing è stato combattuto dalle amministrazioni dei paesi che per primi l’hanno conosciuto, cioè quelli anglofoni. In particolare, in Stati Uniti e Gran Bretagna, i legislatori si sono concentrati sulla parte finale della filiera, cioè l’utenza e le piattaforme operanti sul mercato secondario, da un lato sanzionando pesantemente chi deliberatamente operi a fini di lucro (in particolare, usando bot, software realizzati appositamente per fare incetta di biglietti presso gli operatori primari) e dall’altro esigendo trasparenza dai portali di rivendite. Ecco, di seguito, una carrellata dei provvedimenti presi per arginare il fenomeno del secondary ticketing sui maggiori mercati mondiali.

    Problema globale che ormai da anni imperversa laddove trovi un mercato se non fiorente almeno in buona salute ove attecchire, il secondary ticketing è stato combattuto dalle amministrazioni dei paesi che per primi l’hanno conosciuto, cioè quelli anglofoni. In particolare, in Stati Uniti e Gran Bretagna, i legislatori si sono concentrati sulla parte finale della filiera, cioè l’utenza e le piattaforme operanti sul mercato secondario, da un lato sanzionando pesantemente chi deliberatamente operi a fini di lucro (in particolare, usando bot, software realizzati appositamente per fare incetta di biglietti presso gli operatori primari) e dall’altro esigendo trasparenza dai portali di rivendite. Ecco, di seguito, una carrellata dei provvedimenti presi per arginare il fenomeno del secondary ticketing sui maggiori mercati mondiali.

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