Linkin Park, la sorella di Chester Bennington attacca Mike Shinoda: 'La mia pazienza è finita, la verità verrà a galla'

Linkin Park, la sorella di Chester Bennington attacca Mike Shinoda: 'La mia pazienza è finita, la verità verrà a galla'

Aggiornamento, domenica 2 dicembre, ore 22: Tobi Bennington ha cancellato il suo account Twitter.

In una lunga serie di tweet (frutto anche di botta e risposta coi propri follower) pubblicata nelle prime ore di oggi, domenica 2 dicembre, Tobi Bennington - sorella dello scomparso frontman dei Linkin Park Chester Bennington - ha criticato Mike Shinoda, co-frontman della band di "In the End" oggi unico elemento musicalmente attivo della formazione (come solista) dopo la morte del cantante, accusandolo sostanzialmente di aver tenuto una condotta pubblica ipocrita riguardo i rapporti che lo legavano al suo compagno di gruppo. Di seguito, ecco la traduzione dei passaggi più rilevanti.

"I Linkin Park erano uniti nel loro messaggio", ha scritto la Bennington: "Come singoli individui, la faccenda era diversa, quindi concentratevi di più sui Linkin Park e meno su quanto fossero vicini Chester e Mike".

"Questo farà male, e mi spiace", prosegue Tobi: "Bisogna considerare i Linkin Park come una cosa sola, non come un gruppo di relazioni diverse. Come insieme, i Linkin Park avevano un legame molto forte. A livello individuale, non era così. Non posso continuare a fingere ancora".

"Presi singolarmente non erano affatto fratelli, ma per il gruppo avevano creato una fratellanza. Ma [Chester e Mike] non erano migliori amici. Sapere come Mike ha trattato mio fratello... non è stato bello. Per amore dei Linkin Park sono rimasti uniti, e la cosa ha funzionato, ma adesso le menzogne devono finire".

"Ho le prove. Sono state personalmente testimone di comportamenti e conversazioni. Queste non sono menzogne, non sto offendendo nessuno: chiedo solo che si metta la parola fine a questa farsa. Non ho mai avuto intenzione di essere crudele: al funerale [di Chester] mi sono morsa la lingua, ma adesso la mia pazienza è finita. Mi sono tornate le energie, e mi sento abbastanza forte per dire la verità".

"Comportamenti ipocriti e dolci parole zuccherose: ero troppo traumatizzata per parlare. Pensavo che la farsa fosse finita ma [Shinoda] si è messo solo a parlare più forte. Adesso che questa farsa sta addirittura crescendo credo sia venuto il momento di finirla. La verità non è odio, nemmeno quando fa male. Non ho mancato di rispetto a nessuno. Ho raccontato le cose così come stavano. So che non mi conoscete, non avrei mai voluto fare qualcosa del genere".

Lo scorso gennaio Shinoda ha pubblicato l'EP solista "Post Traumatic", centrato appunto sui suoi sentimenti relativi alla scomparsa di Chester Bennington: "Ho passato più tempo con Chester che con chiunque altro nella mia vita da adulto, eccetto per mia moglie", spiegò Shinoda immediatamente dopo la tragica scomparsa di Bennington, "Stavamo sempre insieme, la gente diceva che eravamo come fratelli, ma eravamo diversi perché i fratelli sono legati dal sangue. Eravamo i leader di una band che avremmo potuto sciogliere senza problemi per poi intraprendere ciascuno il suo percorso, l’uno lontano dell’altro".

Il cantante, autore e produttore nato a Panorama City, California, nel 1977 sarà di scena in Italia i prossimi 14 e 15 marzo rispettivamente a Milano e Padova.

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