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NEWS   |   Metal / 30/11/2018

Mike Shinoda ascolta per la prima volta ‘Reign In Blood’ degli Slayer

Mike Shinoda ascolta per la prima volta ‘Reign In Blood’ degli Slayer

Nonostante la sua ammirazione per gli Slayer e per lo shock rock, il già fondatore dei Linkin Park non aveva mai ascoltato “Reign In Blood” degli Slayer fino a qualche giorno fa. L’ha fatto nel corso di una delle puntate della serie dell’edizione statunitense di Noisey “Blind Spots”, che propone agli artisti l’ascolto di quei grandi classici della musica che per una ragione o per un’altra, e con una certa attenzione a non far girare troppo la voce, non hanno mai ascoltato prima. Ebbene, lo scheletro nell’armadio di Mike Shinoda è il terzo album in studio, datato 1986, della band trash metal californiana. “Ho suonato a diversi festival con gli Slayer. Una cosa davvero strana è che le loro cose mi sono vagamente familiari, ma non le conosco molto bene. Ricordo di averli guardati suonare e di aver pensato che quella era la ragione per la quale sono così rispettati. Della serie, guarda quella band cazzo! Spaccano di brutto. Sono così forti e così aggressivi. Ricordo di essere rimasto super impressionato”, ha spiegato Shinoda contestualizzando la sua mancanza. Ha aggiunto il cantante, addentrandosi in un aneddoto legato agli Slayer:

Quando i Linkin Park hanno suonato all’Ozzfest, eravamo a metà della prima tranche sul main stage. All’epoca avevamo appena pubblicato il nostro primo album e non avevamo mai suonato davanti a così tanti fan del metal. Eravamo insieme a Crazy Town e Papa Roach e Sharon Osbourne [la moglie di Ozzy Osbourne] ha spiegato in un’intervista, ancor prima che il tour partisse, che aveva riunito tutte queste band includendo anche noi per le ragazze. È una frase sua, non mia. E noi eravamo, “ma che cazzo Sharon, ci hai rovinati!”. Abbiamo iniziato la prima settimana e abbiamo suonato subito dopo i Crazy Town. Quindi i fan facevano “buuu” senza pietà ancora prima che salissimo sul palco.

Poi, il lampo di genio. Il DJ della band, Joe Hahn, ha un’idea: “Invece della nostra intro, suonerò ‘Raining Bllod’ all’inizio del nostro set”. Prosegue il racconto di Shinoda: “Ha suonato i primi 60 secondi con la folla che continuava a lamentarsi, ma quando è iniziata sono andati fuori di testa e hanno sorriso per tutto il set. Ha cambiato tutto il tour. Tutto quello che dovevamo fare era stendere un ramo d’ulivo e dire ‘vi abbiamo capiti’”.

Mike Shinoda, che lo scorso giugno ha dato alle stampe la sua prova solista “Post Traumatic”, si esibirà il prossimo mese di marzo dalle nostre parti, con una data a Milano e una a Padova.

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