Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 29: NUOVOIMAIE alla Milano Music Week 2018, il resoconto

Osservatorio NUOVOIMAIE, parte 29: NUOVOIMAIE alla Milano Music Week 2018, il resoconto

Addetti ai lavori e semplici appassionati hanno affollato la platea dei panel presentati da NUOVOIMAIE all’edizione 2018 della Milano Music Week, l’happening musicale che tra il 19 e il 25 novembre scorsi ha trasformato il capoluogo lombardo in centro nevralgico del circuito musicale internazionale.

Come già spiegato nella puntata numero 27 dell’Osservatorio, i temi trattati nel corso degli incontri previsti al Linecheck Meeting, che hanno visto, indirettamente e direttamente quale promotore e  organizzatore, coinvolto l’Istituto,  che tutela i diritti di Artisti Interpreti, Esecutori hanno affrontato due temi estremamente di attualità nell’industria discografica, ovvero quello della parità di genere nella discografia e della comparazione internazionale tra le dinamiche di intermediazione del diritto d’autore.

Nel corso del primo panel, battezzato appunto "Gender equality in the music industry - Italy and beyond", NUOVOIMAIE è stato invitato a presentare i risultati dello studio svolto dall’Istituto stesso sulla presenza femminile in alcuni dei mercati musicali più importanti a livello europeo e mondiale – già comunicati, su queste pagine, nel corso degli delle puntate cinque e sette dell’Osservatorio: le ospiti dell’incontro – tra le altre, Vanessa Reed, Chief Executive di PRS Foundation / Keychange; Georgia Taglietti, Head of Communications & PR, shesaid.so, Barcelona; Sara Andreani, Head of Marketing and Promotion, Warner Music Group – hanno raccontato le proprie esperienze, testimoniando come – buoni propositi a parte – sia ancora tanto il lavoro da fare perché la parità di genere diventi un’effettiva realtà nell’industria creativa. Ma, come giustamente osservato dal Direttore Generale di NUOVOIMAIE Maila Sansaini, potrebbe essere proprio la creatività a rappresentare l’arma – nemmeno troppo segreta – in grado di cambiare effettivamente le cose: “Ho la fortuna e il privilegio di lavorare a diretto contattato con gli artisti”, ha raccontato la Sansaini, “Con loro non mi è mai capitato che qualcuno, nel presentarmi come direttore di un Istituto, si stupisse per via del fatto che sia una donna. E’ quando si esce dall’ambito creativo che le cose cambiano. E’ quando ho a che fare con interlocutori per così dire ordinari che quando mi presento e dico ‘piacere, sono il direttore’ vedo sulle facce di chi mi sta davanti comparire un’espressione che comunica: ‘Davvero?’”.

L’analisi internazionale sull’intermediazione dei diritti connessi, il panel targato interamente NUOVOIMAIE per la Milano Music Week 2018 che lo scorso sabato, 24 novembre,  ha evidenziato differenze e punti di contatto tra il nostro modello e quello internazionale – nello specifico, quello canadese, rappresentato dall’esperienza testimoniata da Annie Morin e il musicista David Bussières, rispettivamente direttore e membro del consiglio di amministrazione della collecting canadese ARTISTI.

Se fino a non troppo tempo fa la cifra costante nella rappresentazione del comparto era rappresentata dalla contrapposizione tra i diversi attori della filiera, ora – ha osservato il presidente di NUOVOIMAIE Andrea Micciché – le sfide proposte dallo scenario contemporaneo richiedono alla comunità musicale di fare sistema per fare valere i propri diritti: “Il nostro è un mercato in continua evoluzione”, ha spiegato Micciché, “Credo che lo studio del mercato canadese sia molto interessante per migliorare. Oggi non ci sono più interessi contrastanti, le diverse figure di compositore, produttore, autore, non sono più singole entità. Il ruolo dell’artista comprende tutte queste categorie. In Italia il diritto connesso incassa troppo poco. E ciò per ragioni storiche e ideologiche. L’inversione di tendenza ci potrà essere solo con uno sportello unico che regoli contemporaneamente il Diritto d’Autore e i Diritti Connessi”.

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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