Secondary ticketing, Spera (Assomusica) risponde a Battelli: 'Il biglietto nominale non eliminerà i sold-out: il bagarinaggio si combatte educando il pubblico'

Secondary ticketing, Spera (Assomusica) risponde a Battelli: 'Il biglietto nominale non eliminerà i sold-out: il bagarinaggio si combatte educando il pubblico'

Il presidente di Assomusica Vincenzo Spera - già intervenuto nella giornata di ieri, mercoledì 28 novembre, nel dibattito sulla nuova proposta di normativa per arginare il fenomeni del bagarinnagio online - ha voluto rispondere alle dichiarazioni rilasciate oggi, giovedì 29 novembre, dall'onorevole Battelli al Sole 24 Ore. Il primo firmatario dell'emendamento che propone l'adozione del biglietto nominale per tutti gli eventi di musica popolare contemporanea con capienza superiore ai 5000 spettatori ha spiegato al quotidiano economico milanese di essere stato toccato personalmente più volte dal fenomeno del secondary ticketing - l'ultima "per un concerto dei Foo Fighters" - non riuscendo ad acquistare i titoli d'ingresso per gli spettacoli desiderati sul circuito primario.

"Ma il 'tutto esaurito' non è colpa dei bagarini", ribatte Spera: "Esistone le pre-sale dedicate ai fan club, o quelle riservate ai partner commerciali: i motivi che fanno andare un concerto sold-out sono tanti".

"Bisogna però capire quale sia davvero il problema", prosegue Spera: "Se Battelli vuole rispondere alla gente scontenta perché non riesce a trovare i biglietti per i concerti ad alto richiamo sui canali ufficiali, sappia che certi spettacoli si trovano a far fronte a una domanda molto più alta dell'offerta, che è sempre limitata. E' come quando un grande magazzino annuncia una svendita di televisori o cellulari e la gente si mette in coda dal primissimo mattino per acquistarli: è logico che poco dopo l'apertura nel negozio lo stock messo in promozione sia già esaurito".

Non sarà i biglietto nominale, secondo Spera, a permettere a tutti di comprare un biglietto a un prezzo ragionevole dai canali ufficiali: "Sulla lotta al secondary ticketing siamo tutti d'accordo, ma così com'è formulata la proposta avanzata da Battelli è castrante. Abbiamo già avuto modo di osservare come la fascia di show più esposta al rischio di speculazione da parte dei bagarini online abbia saputo autoregolamentarsi [in Italia è successo, per esempio, per i live di Metallica e Queen]: noi, infatti, avevamo proposto che il biglietto nominale venisse imposto a spettacoli superiori ai 12mila spettatori. Abbassare la soglia a quelli superiori ai 5000 [in origine, l'emendamento fissava la quota già a 1000 spettatori] significa andare a colpire una fascia di artisti in piena crescita, che potrebbe dover essere chiamata a fare i conti con un pubblico disincentivato dalle nuove norme a frequentare i concerti".

Perplesso sulla riformulazione dell'emendamento che limita il biglietto nominale ai concerti rock - "Non riesco a capire che differenza ci sia, in termni di appettibilità da parte di potenziali speculatori, tra uno stadio di San Siro riempito da Roberto Bolle e lo stesso stadio riempito da Claudio Baglioni" - Spera crede che sia più importante educare il pubblico per combattere il secondary ticketing: "Esistono già direttive europee in merito all'indicizzazione sui motori di ricerca delle piattaforme operanti sul mercato secondario, che molto più spesso di quanto non si possa pensare vendono biglietti anche di spettacoli non andati esauriti semplicemente perché scambiate per piattaforme primarie dal pubblico meno esperto, che vedendole mostrate come primo risultato della ricerca casca nel tranello. Purtroppo il problema non è solo italiano, e la via per risolverlo passa inevitabilmente dall'educazione del pubblico, non dal biglietto nominale".

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