John Paul Jones compie oggi 73 anni: i lavori da solista e collaboratore del baricentro dei Led Zeppelin (1 / 8)

John Paul Jones compie oggi 73 anni: i lavori da solista e collaboratore del baricentro dei Led Zeppelin

"Ho preso più droghe di quante mi interessi ricordare. Solamente, l'ho fatto con discrezione"

Va bene, avere la fama di "quiet one" è prerogativa dei bassisti - anche quando non la meritano a pieno titolo, come nel caso di John Entwistle - ma oltre al suo naturale understatement è stato altro a mettere John Paul Jones in seconda linea, almeno agli occhi del pubblico generalista, in quella che è stata l'epica dei Led Zeppelin: in un gruppo dove il cantante è passato alla storia come uno dei frontman più carismatici di sempre, il chitarrista come uno dei padri nobili delle sei corde rock e il batterista come pietra miliare del genere, trovare spazio è dura. Eppure John Richard Baldwin - questo il nome all'anagrafe dell'artista, nato a Sidcup, nel Kent, esattamente 73 anni fa - nella band di "Good Times Bad Times" ha ricoperto un ruolo fondamentale: tenere insieme i pezzi. E che pezzi.

Forte di una solida formazione teorica e poliedrico polistrumentista, John Paul Jones non solo ha disegnato, con la sua band, alcune delle linee di basso più memorabili di sempre - "Ramble On", "The Lemon Song" e "Black Dog", solo per citarne alcune - ma, grazie a una visione tanto ampia quanto lucida, ha saputo tessere la trama che ha reso il sound dei Led Zeppelin inconfondibile, aggiungendo pennellate di hammond e mandolino là dove l'ugola di Plant, i fraseggi di Page e i fill di Bonham non sarebbero mai riusciti ad arrivare.

Non è la banale apologia dell'outsider, ma una constatazione: Jones, negli anni, prima e dopo prendere servizio nella band che l'avrebbe consegnato alla storia, ha saputo distinguersi come uno dei musicisti più dotati della sua generazione, venendo cooptato da nomi di primissimo piano - tra gli altri, Rolling Stones e REM, che gli affidarono gli arrangiamento strumentali rispettivamente di "Their Satanic Majesties Request" del '67 e "Automatic for the People" del '92 - per dare quel tocco che genio e sregolatezza, da soli, non sono capaci di dare.

Per celebrare il settantatreesimo compleanno di Joh Paul Jones, invece che riproporvi le sue migliori prestazioni al fianco di Plant, Page e Bonzo - che sono sempre belle da ascoltare, ma che conosciamo tutti - abbiamo scelto di proporvi una retrospettiva ragionata di quella che è stata la sua carriera da solista. A comunciare da quella colonna sonora che lui compose e registrò come "seconda scelta"... (continua)

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