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NEWS   |   Recensioni concerti / 26/11/2018

Idles in concerto al Magnolia di Milano: la recensione

Idles in concerto al Magnolia di Milano: la recensione

 

 

Quando si pensa al Bristol Sound è inevitabile il riferimento al genere trip hop, al drum and bass e ai suoi esponenti tra cui Massive Attack, Portishead e Tricky; ma i cinque ragazzi di Bristol, nonostante le loro origini, non hanno nulla a che vedere con quel tipo di influenze. 

Gli IDLES si formano a Bristol nel 2011, ma sembrano perfetti per il 100 Club Punk Special del ‘76, lo storico locale al 100 di Oxford Street a Londra. Perché proprio il 100 Club? Nel settembre del 1976, il promoter Ron Watts e Malcolm McLaren s’inventarono il 100 Club Punk Special, il primo festival punk della storia; sul palco numerose band, tra cui Siouxsie And The Banshees al debutto assoluto, Sex Pistols e The Clash. 

Se al Roxy di Covent Garden nel ‘77 il punk iniziò a prendere coscienza politica, gli IDLES, in un contesto attuale, dimostrano la loro attitudine punk: nei suoni, nei temi affrontati e nell’atteggiamento. L’album “Joy as an Act of Resistance” già nel titolo è una dichiarazione d’intenti. 

Il loro live al Magnolia di Milano inizia con “Colossus”, brano che apre inoltre il loro ultimo album, “Joy as an Act of Resistance”. Lo spoken word ricorrente del cantante Joe Talbot e i ritmi serrati delle due chitarre di Mark Bowen e di Lee Kiernan rappresentano la perfetta colonna sonora per la serie tv Peaky Blinders. La serie creata dal regista Steven Knight e distribuita da Netflix è ambientata tra Birmingham e Londra, dopo la prima guerra mondiale. Al di là, delle vicende illegali vissute dalla famiglia Shelby, ciò che desta grande interesse è la ricercata colonna sonora della serie tv. Il verso “goes and it goes and it goes” di “Colossus”, ripetuto con insistenza durante il brano, rievoca la Birmingham degli anni ’20 raccontata dal regista; scene di giustizia privata, in cui i membri della gang Shelby sono intenti a massacrare con i loro immancabili cappelli e lame, gli scagnozzi di gang rivali. 

Il live prosegue con “Never Fight A Man With a Perm”, in cui gli IDLES tirano in mezzo un po’ tutti: da Charlie Sheen a Michael Keaton, non risparmiando neanche Sinatra. Il giro di basso di “Mother”, dal precedente album “Brutalism”, dà inizio a un pogo delirante, trasformando il Circolo Magnolia nell’Electric Ballroom di Londra. Si continua con “Faith In The City”, sempre dell’album d’esordio “Brutalism” del 2017, in cui il frontman Joe Talbot affronta con decisione, tematiche impegnative tra cui disoccupazione e malattia. 

Volano scarpe durante “I’m Scum”. E a seguire, giunge il momento del secondo singolo “Danny Nedelko”, estratto dal nuovo album. Il nome che dà titolo al pezzo è di un amico della band e leader dei concittadini Heavy Lungs. Nel brano, pubblicato il 4 giugno 2018, gli IDLES affrontano il tema dell’immigrazione. Il nome “Danny Nedelko”, sillabato con vigore dalla voce di Joe Talbot, renderebbe orgoglioso Country Joe McDonald, precursore con la sua “I Feel Like I’m Fixin’ To Die Rag”. L’intro e l’attitudine del pezzo inoltre rievocano “Who Needs You” degli americani The Orwells. Il live prosegue con “Divide & Conquer”, “1049 Gotho”, “Samaritans” e “Television”. Nella setlist è immancabile “Great”, quarto singolo estratto da “Joy as an Act of Resistance”, in cui il gruppo affronta con umorismo il tema della Brexit, prendendosi gioco di chi ha votato per il leave. “G-R-E-A-T” scandito a gran voce da Joe Talbot e compagni, si rivela un coro da hooligans. Un manifesto contro la Brexit, privo di remore; la perfetta colonna sonora per un qualsiasi festival inglese, tra fango, umidità, birre e bicchieri di plastica. Chissà, forse il Glasto 2019? 

I fiori e la scritta IDLES alle spalle del gruppo riportano alla mente la copertina dell’album “Power, Corruption & Lies” dei New Order. Si prosegue con “Love Song” e “White Privilege”, in cui lo spoken word di Joe Talbot ricorda Charlie Steen degli Shame. D’altronde non potrebbe che essere così. Appartengo alla stessa scena musicale, nata ormai da qualche anno, rappresentata dalla new generation, ben descritta dalla rivista NME: Hotel Lux, Sorry, The Blinders, Drahla e Fat White Family. Non è un caso che lo storico marchio Rough Trade abbia ritenuto “Songs Of Praise” degli Shame “Album Of The Year” e che “Joy as an Act of Resistance” degli IDLES abbia ottenuto la terza posizione. 

 A tre canzoni dalla fine arriva il momento di “Cry To Me”, cover totalmente rivisitata, in pieno stile IDLES, della storica hit di Solomon Burke; inserita sempre nel loro ultimo album. Ha sonorità e timbrica vocale simili a Nick Cave & The Band Seeds. Il live milanese si conclude con “Well Done” e “Rottweiler”, due ragazze sul palco, tirate su a caso dalla band, imbracciano gli strumenti di Mark Bowen e Lee Kiernan; pogo anarchico e stage diving. Grande assente dalla setlist, come previsto, “June”, dedicata alla figlia Agatha, nata morta. Probabilmente non si avrà mai modo di sentirla dal vivo, stando alle dichiarazioni dello stesso frontman. 

Chi si fosse perso il loro live al Magnolia, non avrà la possibilità di sentirli nel loro UK tour di marzo e aprile, perché completamente sold out. Non solo in Inghilterra, tour sold out anche in Europa; tra cui la data da headliner del 3 dicembre al Bataclan. 

(Federica Trucchia)

 

Setlist: 

Colossus
Never Fight a Man with a Perm
Mother
Faith in the City
I'm Scum
Danny Nedelko
Divide & Conquer
Samaritans
Television
Great
Love Song 
White Privilege
Gram Rock
Benzocaine
Exeter
Cry To Me
Well Done
Rottweiler

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