NEWS   |   Italia / 22/11/2018

X Factor 2018, eliminata Renza. La recensione degli inediti

X Factor 2018, eliminata Renza. La recensione degli inediti

Nella quinta puntata di X Factor 12  è stata eliminata Renza. Entrambi le concorrenti al ballottaggio, Naomi e Renza, erano della squadra di Fedez, che ha chiesto ai colleghi giudici di far scegliere al pubblico. I colleghi hanno accettato, si è andato quindi al voto del pubblico, che ha salvato Naomi.

Questa è stata la puntata degli inediti, ben 8 come già l'anno scorso. Le canzoni hanno come autori, tra gli altri,  Bungaro, Zampaglione, Agnelli, Raina, Jake La Furia, Lewis Capaldi e sono state presentate stamattina alla stampa.
La puntata di questa sera ha avuto come ospiti i Subsonica (protagonisti di un bel medley) e gli Hooverphonic, ma per la gara non ha visto cover: è stata totalmente dedicata alle nuove canzoni. Gli inediti verranno riproposti in trasmissione anche la prossima settimana, e poi ancora in semifinale (6 dicembre) e ovviamente in finale, il 13 dicembre, per i concorrenti che ci arriveranno.

Ecco le nostre impressioni, canzone per canzone.

Luna - “Los Angeles” (Scritta da M. Dagani, M. Fracchiola, Jake La Furia, A. Raina, prodotta da Big Fish)
Inizia con il piano, poi parte il beat e Luna inizia a rappare, per arrivare ad un ritornello cantato (in parte con autotune), per poi tornare al rap. Un brano molto pop e molto contemporaneo, che guarda alle produzioni americane, ma in italiano. Canzone un po' troppo autoreferenziale, anche nel testo, molto carico ed enfatico

Naomi “Like The Rain (Unpredictable)" (Scritta da Fortunato Zampaglione, Shrida Solanski, Silvia Cesana, prodotta da Fausto Cogliati)
Parte come una ballata piano e voce, si apre in maniera inaspettata, con una melodia irregolare, per esibire le doti vocali di Naomi, che ha una grande estensione, ma poca personalità. Non colpisce.

Sherol Dos Santos - “Non ti avevo ma ti ho perso” (Scritta da Ashton Jazz Fosgter, Ray Michael Djan Jr., Natalia Hajjara, testo di Manuel Agnelli, Alessandro Raina, prodotta da Big Fish)
Anche questa parte come una ballata voce e piano, ma si apre in maniera dritta, quasi urlata, con un ritmo serratissimo, che ricorda il drum 'n' bass di anni fa. La canzone a quel punto cambia radicalmente struttura, ma Sherol continua a cantare in modo molto enfatico. Anche qua, come Naomi, più voce che personalità - ed esibizione dal vivo un po' incerta.

Martina Attili - “Cherofobia”  (Scritta Martina Attili, prodotta da Manuel Agnelli, Enrico Brun)
Il brano delle audizioni, trasformato. Parte piano e voce, poi aggiunge una produzione carica, seppure e diversa da quella degli altri inediti, con la voce molto avanti.  L'arrangiamento è comunque ricco e pieno e cerca una mediazione tra vocazione da cantautrice e sonorità contemporanee.
Il risultato però colpisce un po’ di meno in questa versione: è sicuramente più adatta a radio e streaming, ma senza la TV,  si perde un po’ della follia del personaggio. Nella versione di studio, la stranezza del personaggio si sente solo in alcuni passaggi del fraseggio vocale.

Renza Castelli “Cielo Inglese”  (Scritta da Bungaro, Cesare Chiodo, Rakele, prodotta da Fausto Cogliati)
La quota cantautorale del gruppo di inediti: parte voce e chitarra, poi entrano i beat a riempire il suono e il brano. Un ritornello non banale, che non gioca sull’apertura, ma sulla metrica. Forse non sarà adatto a radio e piattaforme digitali, ma è la canzone-canzone di quest’anno.

Anastasio “La fine del mondo” (scritta da Marco Anastasio, prodotto da Don Joe)
Il pezzo portato alle audizioni, con alcune parti riscritte. Parte con il piano, ha un bel flow nelle strofe e un ritornello più aperto con autotune. Anastasio conferma le sue capacità di scrittura: un pezzo forte e attuale nelle parole e nei suoni, che ricorda alcune cose di Ultimo. 

Leo Gassmann “Piume” (Scritta da Lewis Capaldi, Sam Dixon e Nina Nesbitt, testo di Leo Gassman, prodtta da Ioska Versari)
Un brano originariamente di Lewis Capaldi, con testo nuovo di Gassmann: canzone scenografica e classica, con base elettronica, arrangiamento molto pieno, e una apertura ad effetto sul ritornello. Il brano è quasi sanremese, e non decolla davvero: non sembra particolarmente memorabile, ad un primo ascolto.

Bowland con “Don’t Stop Me” (scritta dai Bowland, prodotta da Pino Pischetola e Fabio Gargiulo). 
Un pezzo che la band ha inciso nel suo primo disco del 2017, in una nuova versione. Un bel ritmo, con melodia evocativa e chitarra, con un risultato che sta tra gli XX e Dido. Meno cupo e più aperto di molte delle cover cantate finora in trasmissione.

(GS)

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