NEWS   |   Industria / 21/11/2018

Riforma europea del copyright, Lyor Cohen (YouTube) lancia l'allarme: 'Gravi ripercussioni sulle carriere degli artisti emergenti'. FIMI risponde: 'Campagna inaccettabile'

Riforma europea del copyright, Lyor Cohen (YouTube) lancia l'allarme: 'Gravi ripercussioni sulle carriere degli artisti emergenti'. FIMI risponde: 'Campagna inaccettabile'

La nuova normativa sul copyright approvata dal parlamento europeo lo scorso 12 settembre potrebbe minare gravemente la carriera degli artisti emergenti: lo sostiene, in una nota pubblicata sul blog YouTube Artists, Lyor Cohen, già esponente di spicco della discografia americana ingaggiato dalla società di San Bruno come Global Head of Music.

"Cosa succederebbe se l'articolo 13 [che impone alle piattaforme UCG l'utilizzo di filtri per prevenire la pubblicazione non autorizzata di materiale coperto da copyright] della norma sul diritto d'autore approvata dal parlamente europeo dovesse diventare legge a tutti gli effetti?", si è chiesto il manager americano: "La risposta è: l'industria musicale guadagnerebbe meno da YouTube di quanto non guadagna oggi, niente di più. Per gli artisti emergenti diventerebbe più difficile segnalarsi sulla scena globale. In breve, l'articolo 13 della nuova legge andrebbe a colpire il settore dell'industria creativa che vorrebbe proteggere".

Cohen, nel suo contributo, ha cercato di disinnescare la polemica inerente il value gap: oltre a ribadire quanto già segnalato in passato - "nonostante lo status di safe harbor (...), grazie al sistema Content ID YouTube ha pagato oltre 2 miliardi e mezzo di dollari ai titolari dei diritti per l'utilizzo da parte di terze parti delle opere coperte da copyright" - l'ex dirigente di Def Jam e WMG ha osservato come, grazie al servizio a pagamento YouTube Premium, "oggi attivo in 29 paesi (...), YouTube paghi esattamente le stesse tariffe corrisposte da Spotify", la piattaforma svedese guidata da Daniel Ek indicata dalla discografia come interlocutore streaming virtuoso.

"YouTube è a favore di una riforma del diritto d'autore, con una articolo 13 ben bilanciato: quello attuale, purtroppo, è imperfetto", ha concluso Cohen: "Artistic come Dua Lipa, Ed Sheeran e Alan Walker hanno visto crescere le proprie carriere su YouTube: con l'attuale versione dell'articolo 13, la prossima generazione di artisti europei potrebbe non vedere mai la luce, perché i loro video potrebbero venire bloccati all'origine per evitare contestazioni riguardanti il copyright. Invece che aggiungere valore ai propri artisti, le etichette - major e minori - e gli artisti indipendenti riceverebbero meno soldi e meno promozione da una piattaforma aperta come YouTube".

Non si è fatta attendere la replica di FIMI, che per mezzo del proprio presidente Enzo Mazza ha dichiarato a Rockol: "La posizione di Cohen è quanto mai sorprendente e anche la campagna in atto su YouTube Italia che tende a spaventare gli utenti con messaggi manipolatori è inaccettabile", ha precisato il numero uno della Federazione Industria Musicale Italiana, "Il processo decisionale europeo è stato lungo e ha visto coinvolti istituzioni e Stati membri, questa campagna dimostra un concreato limite in termini di sensibilità per la democrazia da parte di Google".

Anche la commissione europea, per mezzo di un post pubblicato sul proprio canale Instagram ufficiale, ha espresso una posizione molto critica nei confronti dell'intervento di Cohen, parlando senza mezzi termini di "disinformazione":

"Se sei uno youtuber o un fan di YouTube non devi preoccuparti", si legge nella risposta mezzo social della commissione all'Head of Music della società di San Bruno: "Potrai continuare a fare quello che stai facendo già oggi, come seguire i tuoi blog preferiti e pubblicare filmati per il tuoi follower (...). Abbiamo proposto questa riforma perché crediamo che gli artisti, i performer e i creatori di contenuti che condividono le proprie opere online debbano ottenere un equo compenso per il loro duro lavoro...".