Taylor Swift firma con Universal Music Group e assicura condizioni migliori a tutti gli artisti della major

Taylor Swift firma con Universal Music Group e assicura condizioni migliori a tutti gli artisti della major

La popstar statunitense ha annunciato di aver siglato un nuovo contratto discografico con Universal Music Group e Republic Records, sussidiaria statunitense di UMG. Taylor Swift l’ha fatto sapere con una foto su Instagram, che la ritrae insieme al CEO di Universal Music Group Lucian Grainge e a quello di Republic Records Monte Lipman. Scrive la voce di “Shake It Off”:

Sono felicissima di annunciare che la mia casa musicale sarà Republic Records e Universal Music Group. Negli anni, Lucian Grainge e Monte Lipman sono stati dei partner davvero incredibili. È incredibilmente eccitante per me che loro, e il team UMG, saranno la mia famiglia come etichetta andando avanti. È incredibilmente eccitante sapere che tutte le registrazioni dei miei master mi apparterranno d'ora in poi.

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I termini dell’accordo prevedono, infatti, che i master siano di proprietà della cantautrice. Ma non solo: c’è un’altra clausola. La Swift ha firmato il nuovo accordo a condizione che la vendita delle azioni di Spotify di UMG si traduca in denaro per i suoi artisti, spiegando – sempre su Instagram – come questa condizione “significa per me più di qualsiasi altro punto del contratto”. “Ho chiesto che qualsiasi vendita delle loro azioni Spotify si traduca in una distribuzione di denaro per i loro artisti, non recuperabile”, spiega la Swift. E conclude: “Loro hanno acconsentito generosamente, da quello che credono ci saranno termini e compensi migliori di quelli delle altre major”.

La Swift lascia dunque l’etichetta Big Machine, alla quale era legata dal 2006, e che al momento non ha ancora commentato la scelta della popstar. Quanto a Taylor Swift, l’artista ha motivato la decisione spiegando come sia “davvero importante per me avere lo stesso punto di vista di una casa discografica sul futuro della nostra industria”. Proseguendo: “Mi sento molto motivata dalle nuove opportunità create dal mondo dello streaming e dal continuo cambiamento del paesaggio dell’industria musicale”.

In un comunicato ufficiale Grainge (UMG) ha così commentato l’accordo raggiunto:

Alla luce del suo impegno nei confronti dei suoi colleghi artisti, non solo desiderava collaborare con una società che comprendesse la sua visione creativa e avesse le risorse e le competenze per agire globalmente per suo conto, ma cercava anche un partner il cui approccio nei confronti degli artisti fosse in linea con il suo.

Queste, invece, le parole di Lipman:

Taylor non ha solo catturato l'immaginazione di un'intera generazione, ma ha anche ridefinito il paradigma dell'industria musicale moderna.

La cantautrice vanta numeri non da poco. Solo negli stati a stelle e strisce la Swift ha venduto più di 32 milioni di album. La sua ultima prova di studio, “Reputation”, ha venduto più di un milione di copie nella prima settimana, ma l’album che le è valso i maggiori incassi è stato “Fearless” (2008), con 7,2 milioni di copie vendute.

UMG rimane l'ultima delle tre major - le altre due sono Sony Music Entertainment e Warner Music Group - a mantenere intatti i propri titoli Spotify. Al momento il gruppo non ha annunciato alcuna intenzione di vendere, sebbene lo scorso marzo abbia fatto sapere che avrebbe condiviso i proventi con gli artisti nel caso di una vendita del suo stock Spotify. Rendere i proventi delle royalties non recuperabili - cioè senza condizioni, a prescindere dal fatto che un artista possieda ancora il denaro dell'etichetta - è stata una richiesta specifica della Swift, anche se alcune fonti sostengono che UMG stesse già considerando un percorso di quel tipo. 

Secondo quanto riportato da Billboard, la richiesta della Swift corrisponde a quello che Sony Music Entertainment ha messo in atto con i suoi artisti e le etichette distribuite quando ha venduto metà delle sue azioni Spotify all'inizio dell'anno per circa 750 milioni di dollari, circostanza che ha portato alcuni artisti a guadagnare fino a 1 milione di dollari in contanti. I nuovi termini di pagamento di UMG, scrive sempre la bibbia del music biz, sembrano migliori, dal punto di vista degli artisti, rispetto a quelli di Warner Music Group.

Tra il 2014 e il 2017 Taylor Swift ha tolto la sua musica da Spotify criticando il fatto che il colosso dello streaming musicale garantisse dei proventi troppo bassi agli artisti presenti sulla piattaforma.

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