La vita di Marianne Faithfull è stata un vorticoso saliscendi di eventi e circostanze, spesso fuori controllo. Dallo sfavillante splendore della Londra degli anni Sessanta agli squallidi vicoli di Soho, la sua storia di andata e ritorno nel buco nero dell'eroina sembrava un percorso a zig-zag di sbandate e baratri micidiali. Ma ora, quella che per anni è stata soprannominata "Sister Morphine", è una donna matura, consapevole di essere sopravvissuta a se stessa e alle sue ombre, che, con il naturale registro drammatico della propria voce, ha rievocato in "Negative Capability" le tante stagioni di un'avventura umana e artistica irripetibile.
La signora Faithfull non nasconde le sue contraddizioni, consapevole del trascorrere del tempo e dell’avanzare dei problemi di salute, accompagnata con garbo da violini e semplici tessiture armoniche. Riannodando i fili della memoria, si offrono come fotografie le sfaccettature dell’anima di un’artista che non ha perso un briciolo della sua tenacia.