Jimi Hendrix, in arrivo una mostra itinerante e un documentario

Jimi Hendrix, in arrivo una mostra itinerante e un documentario

Intervistata da Simona Orlando per il Messaggero, la sorellastra di Jimi Hendrix Janie, unica referente della fondazione intitolata al genio delle sei corde di Seattle, ha fatto sapere di avere un cantiere due iniziative dedicate alla vita e alle opere del fratello da realizzare a breve. Il primo progetto, quello al momento meno a fuoco, riguarda un'esposizione: "I suoi ideali sono vivi e pensiamo a una mostra interattiva itinerante, tipo Bowie o Pink Floyd", ha spiegato Janie Hendrix, "Non sarà semplice spedire oltreoceano vestiti e oggetti: ho così paura di perderli che a volte li porto in una borsa con me".

Più definita, invece, pare essere la pubblicazione di un film documentario inedito: "Nel 2019 vedrete un documentario sul suo ultimo live americano, a Maui nel 1970, alle pendici del vulcano, tra hippie e surfisti", ha dichiarato la Hendrix, "Sono appena stata alla Hawaii per recuperare le testimonianze di chi lo incontrò. Fu la sua ultima estate".

Il chitarrista e cantante, infatti, morì il 18 settembre del '70 a Londra: "(...) mi sono arrabbiata perché tutti scrivevano che era morto di overdose, come la Joplin. Una falsità", ha tenuto a chiarire Janie, "Jimi soffocò nel vomito dopo aver mischiato alcol, cibo e pillole. Dall'autopsia risulta che la dose di barbiturici da sola non l'avrebbe ucciso. Non c'è traccia di eroina, né di buchi pregressi, solo nicotina. Non nego che abbia fatto uso di droghe, accadeva negli anni Sessanta, ma non fu quella la causa del decesso".

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