Sanremo 2005: gli Equ in sala stampa

Sanremo 2005: gli Equ in sala stampa

Autoironici e spensierati, i sei di Santa Sofia (dintorni di Forlì) arrivano in sala stampa forti della promozione al secondo turno tra i “Giovani”.

Si presentano: “Ci chiamavamo Eku 28 come la birra, e anche il nome nuovo sembra un po’ quello di un marchio discount”, racconta il frontman Gabriele Graziani. “Prima è nata l’amicizia, tra noi, e poi la musica. Arriviamo tutti dallo stesso paese di tremila abitanti. Quando siamo partiti per Sanremo c’erano il sindaco e il parroco a salutarci. In piazza hanno messo anche un maxischermo”. Riflessioni sulla canzone in gara, “L’idea”: “Un po’ strana, ermetica. La domanda è: conosci te stesso? La risposta sta dentro la canzone. Sul palco le spie non funzionavano molto bene, io ho un po’ sbagliato l’intonazione. Ma ci siamo anche divertiti e abbiamo la coscienza a posto”. Le polemiche sulla posizione penalizzante riservata ai giovani? “Crediamo che il problema sia soprattutto di chi viene eliminato subito e ha modo di esibirsi per tre minuti soltanto. La Rai ci ha dato visibilità, raccontandoci già dai tempi dell’esperienza al CET. Ma sarebbe stato giusto dare una seconda opportunità a tutti”. A proposito del CET….“Ci ha dato confidenza con le telecamere, lì sembrava di essere al Grande Fratello. Il primo giorno Mogol ci ha suggerito di essere artisti e pensare dopo a vendere dischi. E’ un bel consiglio. E poi c’era un ottimo insegnante di canto, Michele Fischietti. E’ stata una scuola dura. Giulio ci obbligava a compilare borderò con la firma Battisti-Mogol. Scherziamo, naturalmente…”.


Cosa ricorderete di questo Festival? Risposte varie: “la Felini”, “la Clerici”, “il gesto irripetibile che Bonolis ci ha fatto prima di salire sul palco”. Pronostici? “Ma se non conosciamo neanche il regolamento! Ci piace molto la canzone della Ruggiero, tra i Giovani abbiamo apprezzato i Negramaro. Noi siamo un po’ i figli illegittimi di Iva Zanicchi e per questo dovremmo vincere…”. Se dovessero essere eliminati, approfitterebbero della poltrona dell’Ariston? “Come no, sono altri tre minuti sul palco, no?”. Passioni musicali? “De André prima di tutti, per la musica e la poesia. E poi ognuno di noi sei ha le sue preferenze, ascoltiamo quel che passa in radio”. I programmi immediati del sestetto forlivese prevedono un album in uscita a settembre, anticipato probabilmente da un nuovo singolo a giugno.
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