Whip Hand - la recensione di "Sometimes, We Are"

“Sometimes, We Are” è il nuovo album dei tranesi Whip Hand, al secolo Luca, Gianni, Francesco e Gianluca. Il disco è il secondo della band, a quattro anni da “Wavefold” e a due dall’EP “Still life”, lavoro questo particolarmente importante per lo sviluppo del suono poi protagonista del nuovo capitolo. Un disco in cui i Whip Hand inseriscono nell’equazione seconda chitarra, fondamentale per il nuovo sound dove giocano un ruolo molto importante gli intrecci delle sei corde; senza abbandonare le influenze dei primi lavori, “Sometimes, We Are” si presenta più genuinamente dream-pop, con una voce mai come stavolta sussurrata e sognante. Dieci i pezzi in scaletta in cui la band parla di rapporti che s’incrinano, necessità che cambiano, persone che intraprendono percorsi differenti, pubblicati il 12 ottobre per MiaCameretta Records e Lady Sometimes Records.

Promossa quindi la scelta dei virare verso un dream pop misurato senza però tradire le origini shoegaze, essenza primordiale della band; in questo senso bene il lavoro fatto sulla doppia chitarra in termini di tessitura di trame, giusto per portare il suono a bagnarsi i piedi nelle calde acque post rock ma senza poi tuffarsi di testa.

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