NEWS   |   Pop/Rock / 28/10/2018

Greta Van Fleet, parla Jake Kiszka: 'Inseguire le mode distrugge l'arte: il rock non è morto, ma è una specie a rischio'

Greta Van Fleet, parla Jake Kiszka: 'Inseguire le mode distrugge l'arte: il rock non è morto, ma è una specie a rischio'

Pitchfork gli ha riservato una stroncatura epocale (chiamandoli "vampiri"), eppure i loro concerti - compreso quello in Italia, in programma a Milano il prossimo 24 febbraio - stanno facendo registrare regolarmente il tutto esaurito: la band dei fratelli Kiszka è senza dubbio uno dei casi - se non il caso - di fine 2018, capace di dividere pubblico e critica generando, nel bene come nel male, un tasso di attenzione che da tempo non si registrava, in ambito musicale.

Nel corso di un'intervista rilasciata all'edizione statunitense di Rolling Stone, il chitarrista dei Greta Van Fleet, Jake Kiszka, ha chiarito la visione artistica della band che con "Anthem of the Peaceful Army" ha da poco consegnato ai mercati il proprio debutto sulla lunga distanza: "Inseguire le mode: è questo che oggi sta distruggendo un sacco di buona arte. La consolazione è rappresentata dalla certezza di ottenere un guadagno in termini economici", ha dichiarato l'artista, "Le case discografiche assumono autori per essere certi di ottenere un ritorno dai propri investimenti, perché le canzoni che pubblicano funzionino, strutturalmente e scientificamente. E' facile. E' matematico che le persone le percepiscano in un modo o nell'altro. E' per questo che nel nostro mondo è difficile farcela".

"Quando fai qualcosa di autentico, è facile per qualcuno dire: 'Questo è un sound di questa o quella band degli anni Sessanta o Settanta. E' un ritorno al passato", ha proseguito Kiszka: "La risposta è: questo è perché in quel periodo la musica significava qualcosa, molto di più di quanto non significhi ora. Era fatta da artisti per artisti. Era musica per la gente".

"Il rock è diventato una novità, e oggi non ha l'essenza di quello che era", ha precisato il chitarrista: "La gente dice che oggi è morto, ma è una minoranza. E' più una specie a rischio: per vederlo, nella nostra generazione, saranno necessari ragazzi giovani come noi".

Nonostante il fitto calendario di impegni dal vivo - la prima tranche del loro tour europeo ha preso il via lo scorso 26 ottobre da Parigi, per concludersi dopo dieci tappe il 15 novembre a Manchester: dopo undici tappe negli USA e tre in Australia a cavallo tra 2018 e 2019, la seconda tranche di live nel Vecchio Continente verrà inaugurata in Spagna il prossimo 22 febbraio, per poi proseguire in Europa e Stati Uniti fino al 4 giugno - la band è impegnata nel processo di scrittura del proprio secondo album, che potrebbe uscire già prima della prima del 2019.

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