'Amore, amore, amore': i Thegiornalisti in concerto a Roma con il loro 'Love tour', la recensione

'Amore, amore, amore': i Thegiornalisti in concerto a Roma con il loro 'Love tour', la recensione

Chissà se in mezzo al pubblico, in incognito, c'è anche qualche fan della prima ora, qualcuno che ha cominciato a seguire il trio romano da "Vecchio", che era tra i pochi spettatori delle primissime esibizioni del gruppo nei locali romani e che dopo "Completamente" e "Riccione" ha accusato Tommaso Paradiso e compagni di aver rinnegato i loro esordi. Magari avrà dato un'occhiata alla scaletta del tour dei Thegiornalisti, ha visto che c'erano anche "Io non esisto", "Proteggi questo tuo ragazzo" e "Fine dell'estate" e si è detto che forse valeva la pena di esserci al PalaLottomatica, anche solamente per ascoltare quelle tre canzoni e ricordare i bei tempi andati. Sarebbe bello guardare la sua faccia durante il concerto, vedere le sue reazioni di fronte allo spettacolo che Tommy Paradise e i suoi hanno messo su per il loro "Love tour": un'apoteosi del pop che non ha grosse pretese se non quella di far cantare a squarciagola il pubblico, dall'inizio alla fine del concerto.

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La scaletta è costruita per centrare appieno l'obiettivo: "Overture" accompagna con un tocco di divertente solennità l'ingresso del gruppo (ti immagini i tre mentre salgono al rallentatore le scalette che portano dai camerini al palco, un po' in stile "Momenti di gloria", pronti a bearsi della vista del PalaLottomatica "completamente sold out", come recitava il titolo dell'album del 2016), "Zero stare sereno" rompe il ghiaccio e porta subito a mille l'adrenalina nel parterre e sugli spalti, "Milano Roma" apre una sequenza che con "Fatto di te", "Controllo", "Il tuo maglione mio" e "Vieni e cambiami la vita" non lascia riprendere fiato nemmeno per un secondo. Al centro del concerto c'è la parte più malinconica ed esistenzialista dei Thegiornalisti, che poi è quella del loro frontman, ben rappresentata da "Love", "Sold out", "L'ultimo grido della notte" ("Questa la dedico ad Antonello Venditti", dice Paradiso), "Io non esisto" e "Proteggi questo tuo ragazzo". Con "Fine dell'estate" si torna ad atmosfere più leggere e ritmi più sostenuti e si va avanti così fino a "Completamente", passando per "Una casa al mare", "Promiscuità" e "L'ultimo giorno della Terra". La parte finale è una sintesi dell'intero concerto, che mischia pezzi più intimisti e riflessivi come "Questa nostra stupida canzone d'amore", "New York" e "Dr. House" ad altri più cazzoni come "Senza", "Riccione" e "Felicità puttana".

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Con la serie di concerti del "Love tour" i Thegiornalisti riprendono il discorso lì dove lo avevano interrotto con i due concerti-evento dello scorso anno al PalaLottomatica di Roma e al Forum di Assago. Quelle due date erano state un modo per festeggiare i risultati di "Completamente sold out", l'album del successo "mainstream", e per assaporare l'atmosfera dei palasport. Per questa prima vera tournée nei palazzetti il trio non voleva farsi trovare impreparato: lo spettacolo è curato nei minimi dettagli, tra palco (doppio, nel senso che alle spalle dei musicisti c'è un secondo palco rialzato, sul quale Tommaso va di tanto in tanto a cantare - come in ogni concerto pop italiano nei palasport che si rispetti), effetti speciali e laser (proprio come in ogni concerto pop italiano nei palasport che si rispetti), video realizzati appositamente per i concerti (sì, come in ogni concerto pop italiano nei palasport che si rispetti) e band "allargata" (accanto a Tommaso Paradiso, al chitarrista Marco Rissa e al batterista Marco Primavera ci sono anche il bassista Walter Pandolfi, il tastierista Leo Pari, tre coriste, una sezione d'archi e una di fiati). Tra le righe sembra di leggere una parodia di - indovinate un po'! - ogni concerto pop italiano nei palasport che si rispetti.

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Questo tour è l'emblema del ricambio generazionale nella musica pop italiana negli ultimi due anni, di cui i Thegiornalisti sono stati tra i principali artefici, a partire da "Completamente" (Calcutta aveva cominciato a sparigliare le carte già un anno prima, con "Cosa mi manchi a fare"). Tommaso Paradiso e compagni hanno conquistato gli spazi che fino a pochi mesi fa erano appannaggio esclusivo dei nomi di punta della vecchia guardia del pop italiano, i palasport. E mentre quelli, ora, faticano non poco a riempirli, ci pensano i Thegiornalisti (ma come loro anche Calcutta e Ultimo, che hanno entrambi recentemente annunciato i rispettivi tour nei palazzetti) ad infilare un sold out dietro l'altro, dimostrando di essere all'altezza della situazione e di saper reggere questi grandi palchi come fino a pochi mesi fa reggevano quelli dei club.

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"Questi sono i Thegiornalisti e questo è quello in cui crediamo", dice il frontman del gruppo, con il respiro affannoso, alla fine del concerto. Chiamatelo pure poppettaro, andate in giro a dire che si è venduto, che ha annusato l'odore dei dischi d'oro e di platino, che gli è piaciuto e che ora non vuole farne più a meno. Tommaso Paradiso vi guarderà in faccia, accennerà un sorriso sotto quella barba foltissima, vi dirà che pop, in fondo, i suoi Thegiornalisti lo sono sempre stati e che vedere un palasport intero cantare le sue canzoni è tutto quello che voleva. E poi, per salutarvi senza rancore, citerà la scena cult di uno dei suoi film preferiti: "Love, love, love". Amore, amore, amore.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Overture"
"Zero stare sereno"
"Milano Roma"
"Fatto di te"
"Controllo"
"Il tuo maglione mio"
"Vieni e cambiami la vita"
"Love"
"Sold out"
"L'ultimo grido della notte"
"Io non esisto"
"Proteggi questo tuo ragazzo"
"Fine dell'estate"
"Una casa al mare"
"Promiscuità"
"L'ultimo giorno della Terra"
"Completamente"
"Tra la strada e le stelle"
"Questa nostra stupida canzone d'amore"
"Senza"
"Riccione"
"New York"
"Felicità puttana"
"Dr. House"

Dall'archivio di Rockol - Thegiornalisti - "Completamente" (#Nofilter)
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