Dall'antitrust multa simbolica di 1000 euro a SIAE per abuso di posizione dominante. Mogol: 'Decisione irragionevole'

Dall'antitrust multa simbolica di 1000 euro a SIAE per abuso di posizione dominante. Mogol: 'Decisione irragionevole'

L'antitrust ha comminato alla Società Italiana Autori ed Editori una sanzione di mille euro per abusto di posizione dominante. "Secondo l’Autorità le condotte contestate nel provvedimento costituiscono una complessa strategia escludente che ha determinato, attraverso la pervicace affermazione di un monopolio non supportato dalla normativa, la compromissione del diritto di scelta dell’autore e la preclusione all’offerta dei servizi di gestione dei diritti d’autore da parte dei concorrenti", si legge nella nota - disponibile in versione integrale a questo indirizzo - diffusa oggi, venerdì 26 ottobre, dall'AGCM: "Ad esito dell’accertamento, l’Autorità ha ordinato alla SIAE di porre immediatamente fine ai comportamenti distorsivi della concorrenza accertati e di astenersi in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi. Inoltre, l’Autorità ha irrogato alla SIAE una sanzione pecuniaria simbolica, pari a 1000 euro, in ragione del contesto entro cui si è realizzata la complessa strategia escludente accertata e, in particolare, il fatto che le condotte abusive sono state realizzate dalla SIAE in mercati caratterizzati da una stretta contiguità con gli ambiti coperti dalla riserva vigente fino al 15 ottobre 2017, nonché della specificità e complessità della fattispecie di cui si tratta".

Non si è fatta attendere la replica di SIAE, che - per voce del suo presidente, Mogol - ha definito "irragionevole" il provvedimento: "Sebbene accompagnato da una sanzione simbolica di 1000 euro, è un provvedimento che non trova giustificazione nelle norme", ha ribattuto SIAE, "Leggeremo e valuteremo con grande attenzione il testo. SIAE è certa di poter dimostrare che nessuna violazione o abuso abbia avuto luogo e che il suo operato è stato sempre rispettoso della Legge sul diritto d'autore e delle norme in generale, anche in materia di concorrenza. La Società Italiana degli Autori ed Editori ha mantenuto negli anni una leadership soprattutto grazie alla propria capacità di fornire servizi innovativi, conquistando la fiducia dei propri associati e degli utilizzatori dei suoi repertori".

Come si legge nel testo del provvedimento, l'AGCM ha sentito in audizione finale anche Sky Italia, che si era opposta a SIAE in una vertenza ormai in corso da molti mesi, e Soundreef, la società di collecting indipendente guidata da Davide D'Atri che dal recepimento da parte del governo italiano della direttiva del parlamento europeo messa a punto da Barnier in merito alla liberalizzazione del mercato del diritto d'autore contesta all'ente oggi guidato da Mogol di adottare una condotta monopolista. Dal canto suo SIAE, già nel settembre del 2017, aveva dichiarato di rispettare in pieno la normativa europea in merito al comparto del collecting, addirittura "superando la direttiva Barnier" grazie a "nuovi interventi legislativi" che avrebbero dovuto essere inclusi nella legge di bilancio 2018.

"Siamo felicissimi per la decisione appena espressa dall'Antitrust che, di fatto, ristabilisce giustizia nel mondo del diritto d'autore", ha fatto sapere per mezzo di una nota D'Atri: "Tutti i comportamenti da noi denunciati sono stati sanzionati e ringraziamo i funzionari dell'Autorità che hanno condotto un lavoro incredibile di ricerca e di analisi in un contesto complicato e molto complesso. Auspichiamo quindi che entro il 2018 il Governo e il Parlamento prevedano una misura finalizzata ad aprire completamente il mercato, modificando il Decreto Fiscale dello scorso anno che non permette, ad oggi, agli Enti di Gestione Indipendente come Soundreef di poter operare in piena concorrenza con SIAE e con gli Organismi di Gestione Collettiva".

"Dopo anni di ingiustizie e di abusi, è accertato al di là di ogni dubbio che la SIAE ha approfittato della sua posizione monopolistica per affossare la libera concorrenza nel mondo dell'arte, a scapito del sistema culturale italiano e di migliaia di artisti che avevano chiesto semplicemente di poter essere rappresentati da realtà come Patamu o di autoprodursi", ha dichiarato l'ad e fondatore di Patamu, Adriano Bonforti: "Si tratta di una grande vittoria per Patamu, per i 18.000 artisti che Patamu rappresenta e per l'intero ecosistema culturale italiano".

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